Attenzione
Rapina da 40mila euro alle poste
Tiziana Gori
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Accanto e a destra, i dipendenti delle poste di Quarrata centro fuori dallufficio dopo la rapina Hanno chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza Rubato il denaro del Postamat durante l'operazione di caricamento
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QUARRATA. «Che fate?», ha gridato l'impiegata al banco Poste-shop. I due uomini, casco integrale in testa a nascondere il volto, hanno forzato con un grimaldello la porta antipanico e sono entrati. A passo deciso si sono diretti nell'ufficio dove due impiegate stavano caricando l'Atm, portando via quattro cassetti della macchina (con dentro il denaro) e contanti per un totale di circa 40mila euro. I due rapinatori conoscevano gli orari di caricamento dello sportello automatico, e hanno aspettato un momento particolarmente favorevole - di sabato, con nessun passante nelle vicinanze - per entrare in azione. È la prima rapina ad uno sportello Postamat in provincia, e i 12 dipendenti dell'ufficio di Quarrata centro, ieri pomeriggio spettatori di questo primato poco invidiabile, si augurano che sia anche l'ultima, e che Poste garantisca misure di sicurezza sempre più adeguate. Finora Quarrata e le frazioni limitrofe si erano confrontate con rapine dall'esito meno gravoso per le casse delle Poste. Tanta paura a Montemagno, un ufficio collinare preso di mira una decina di volte, ma importi sempre magri per i rapinatori, che spesso hanno anche minacciato i dipendenti con taglierini o li hanno rinchiusi in bagno. La rapina di Quarrata è stata fulminea. Meno di due minuti, dicono gli impiegati. Che non hanno visto armi in mano ai due uomini, tranne il grimaldello usato per forzare la porta, e non sono stati minacciati. Anche perchè, tutti loro, ad eccezione delle due impiegate che si trovavano nella stanza dello sportello Atm, hanno fatto in tempo a correre sul retro, nella stanza dei portalettere, o a barricarsi in bagno. L'ufficio aveva chiuso al pubblico da quasi un'ora. Al suo interno la vicedirettrice, Monica Michelini, la dipendente del Poste-shop, Laura Colligiani, e altri dieci impiegati, che stavano ultimando le operazioni di contabilità. Poco prima delle due Laura Colligiani ha alzato lo sguardo verso la porta d'ingresso. «Ho visto due uomini accucciati a terra, con un oggetto in mano, intenti a forzare la porta». Questione di pochi secondi: l'antipanico è stata scardinata dal basso (senza danni apparenti oltrettutto) e i due sono entrati. «Che fate?», ha urlato Laura. Senza darle ascolto i rapinatori si sono diretti a passo svelto verso l'ufficio dell'Atm, a circa tre metri dall'ingresso, sulla destra, dove Alessandra Albertini e Monica Michelini stavano caricando il Postamat. «È una rapina», ha gridato nel frattempo Laura, e i colleghi dietro il banco si sono precipitato sul retro (da cui si accede da una porta situata a metà della fila delle casse). Uno di loro, che era in sala, si è nascosto dietro lo scaffale dei libri. Ma i rapinatori non avevano intenzione di trattenersi a lungo, e nemmeno di usare la forza. «Sono entrati dentro la stanza - racconta Alessandra Albertini -. Mentre uno dei due si accucciava a terra, davanti al Postamat aperto, l'altro ha buttato dentro un sacchetto di plastica tutto il denaro contante sul tavolo». Il frutto delle operazioni della mattinata e della sera precedente (l'ufficio di Quarrata centro lavora a doppio turno). Un rapinatore ha chiesto alla Albertini di aprire i cassetti del Postamat. «Gli ho risposto che non lo sapevo fare». I due allora hanno preso quattro cassetti pieni di denaro (sono in metallo, lunghi circa 50 centimetri l'uno) e sono scappati. Nessuno degli impiegati ha visto in che direzione siano fuggiti e a bordo di quale mezzo. Dopo circa mezz'ora i carabinieri hanno rinvenuto in una strada vicina un casco. Probabilmente di uno dei rapinatori. Le ricerche sono ancora in corso nel Quarratino e nei comuni limitrofi.
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