Gioco
Impegnati volontari del Soccorso Alpino e poliziotti sulla neve
Prove di scarico all'ovovia in vista della stagione invernale
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Le cabine dellovovia 2 MINUTI DI LETTURA
ABETONE. Due giornate impegnative per impiantisti e membri del Soccorso alpino che, fra venerdì e sabato, hanno svolto l'annuale esercitazione di scarico degli impianti di risalita propedeutica all'apertura della stagione sciistica. L'operazione consiste in un vero e proprio corso di aggiornamento rivolto a tutto il personale chiamato a prestare soccorso ai passeggeri in caso di blocco degli impianti. Oltre ai macchinisti, la cui formazione è obbligatoria per legge, l'iniziativa ha coinvolto le pattuglie della polizia di stato di Abetone e Val di Luce (che fa capo al Centro di addestramento alpino di Moena) ed i volontari di Avssat (Associazione volontaria soccorso sci Appennino Toscano), il tutto coordinato dal Soccorso Alpino. «In caso di blocco, le nuove tecnologie disponibili rendono un'eventualità sempre più rara la necessità di ricorrere allo scarico a terra - spiega Andrea Formento, direttore impianti della Val di Luce - in ogni caso, questo briefing serve a mantenere dipendenti e volontari pronti ad affrontare un'operazione di evacuazione». Dopo la prima fase di ripasso della procedura a terra, si prosegue con la simulazione di scarico. Nel caso dell'ovovia, un operatore imbracato con corde e moschettoni risale il pilone e, munito di carrucola di scorrimento, giunge fino alla cabina che, una volta aperta, permetterà la fuoriuscita dei passeggeri. Questi verranno imbracati, calati a terra uno ad uno e portati nei punti di raccolta. Importante tributo all'operazione di scarico fu quello dell'ingegnere della motorizzazione civile Bafile che inventò uno strumento ("bicicletta di Bafile") per il trasferimento agevole del soccorritore dal pilone alla cabina e viceversa. L'esercitazione, che in passato ha coinvolto anche i Vigili del fuoco, è stata ripresa quest'anno dalle telecamere della Rai. E.V.
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