Sicurezza
Ingegno in gara: premiate le idee che fanno la differenza
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PISTOIA. Dopo essersi mostrate ai pistoiesi per dieci giorni nei nuovi locali della Camera di commercio, le migliori "idee che fanno la differenza" sono state premiate ieri nella vicina sede di Assindustria. Una carrellata di gioventù in questa cerimonia conclusiva della IV edizione della "Mostra l'Ingegno coniugando il Genio pistoiese con l'Arte", organizzata dal Gruppo giovani dell'associazione industriale con il contributo della Caripit, la Camera di commercio e la collaborazione dei quotidiani Il Tirreno e La Nazione.
Il primo premio assoluto, quello riservato all'ingegno, è andato a Emilio Baria per il suo Gipsy Movin, un "tavolo domotico" che entra a far parte della casa quasi come una sorta di totem e realizzato con materiali diversi da quelli tradizionali. Baria, pistoiese di 28 anni ha studiato alla facoltà di disegno industriale, distaccamento di Calenzano dell'ateneo fiorentino e attualmente lavora presso l'azienda P-Quadro, vicino a Porretta Terme. Il primo premio Guzzini dedicato al design, è toccato invece a Giacomo Giustizieri per il "Periscopio", una lampada led molto particolare.
Il Tirreno ha già pubblicato nei giorni scorsi un'intervista a questo inventore-designer 29enne di Campo Tizzoro che vanta già un curriculum da veterano nel campo del design. Si passa poi alle scuole. Davvero particolare il premio per le idee innovative andato al liceo scientifico Salutati di Montecatini: le scarpe che ricaricano cellulari e i-pod trasformando l'energia del movimento in energia elettrica, in pratica, sostuitendosi alle batterie: un'invenzione che coniuga la praticità tecnologica con il risparmio energetico nata due anni fa dall'idea di Irene Chirico, oggi studentessa diciottenne di quinta.
Hanno collaborato con lei Alessio Nannini, Giulia Tuci, Cecilia Pellegrini e altri insegnanti e a ritirare il premio c'era anche la preside Morena Fini. Il primo premio al design scolastico è invece andato al liceo artistico Petrocchi per gli originali "portauovo". Gli autori sono Matteo Amici, Andrea Biagiotti, Giacomo Folchi, Daniele Ranieri e Sonia Nesi, insieme alla prof Rosella Bardelli. F.A.
Il primo premio assoluto, quello riservato all'ingegno, è andato a Emilio Baria per il suo Gipsy Movin, un "tavolo domotico" che entra a far parte della casa quasi come una sorta di totem e realizzato con materiali diversi da quelli tradizionali. Baria, pistoiese di 28 anni ha studiato alla facoltà di disegno industriale, distaccamento di Calenzano dell'ateneo fiorentino e attualmente lavora presso l'azienda P-Quadro, vicino a Porretta Terme. Il primo premio Guzzini dedicato al design, è toccato invece a Giacomo Giustizieri per il "Periscopio", una lampada led molto particolare.
Il Tirreno ha già pubblicato nei giorni scorsi un'intervista a questo inventore-designer 29enne di Campo Tizzoro che vanta già un curriculum da veterano nel campo del design. Si passa poi alle scuole. Davvero particolare il premio per le idee innovative andato al liceo scientifico Salutati di Montecatini: le scarpe che ricaricano cellulari e i-pod trasformando l'energia del movimento in energia elettrica, in pratica, sostuitendosi alle batterie: un'invenzione che coniuga la praticità tecnologica con il risparmio energetico nata due anni fa dall'idea di Irene Chirico, oggi studentessa diciottenne di quinta.
Hanno collaborato con lei Alessio Nannini, Giulia Tuci, Cecilia Pellegrini e altri insegnanti e a ritirare il premio c'era anche la preside Morena Fini. Il primo premio al design scolastico è invece andato al liceo artistico Petrocchi per gli originali "portauovo". Gli autori sono Matteo Amici, Andrea Biagiotti, Giacomo Folchi, Daniele Ranieri e Sonia Nesi, insieme alla prof Rosella Bardelli. F.A.
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