Il Tirreno

Pistoia

Cemento al posto dell'antico ponte

Marta Quilici
La grande scatola di cemento al posto dell’antico ponticino sul Collecchio
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La grande scatola di cemento al posto dell’antico ponticino sul Collecchio

Doveva essere intoccabile, demolito ancor prima del sì alla variante

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 QUARRATA. Aveva resistito alle esondazioni, era sopravvissuto ai bombardamenti alla fine della Seconda guerra mondiale. Non ha resistito all'urbanizzazione. È stato raso al suolo l'antico ponticino sul Fosso Collecchio.  Il ponticino si trovava al confine tra la frazione di Casini e Quarrata, e al suo posto adesso c'è una scatola di cemento, incastrata nell'alveo del fosso, su cui passerà la strada di accesso alla nuova area industriale. Era un ponticino in muratura risalente probabilmente al 1800: attraversava il fosso Collecchio in fondo a una traversa di via Larga - all'altezza del civico 210 - che si immette nel mezzo dell'area industriale.  Era uno dei pochi ponti antichi rimasti dai bombardamenti. Per questo era stato classificato come "invariante strutturale": il ponticino, cioè, non poteva essere toccato, né, tanto meno, abbattuto. Semmai restaurato.  Al suo posto, invece, non è rimasto neppure un mattoncino. Niente di illegittimo, visto che il consiglio comunale di martedì sera ha approvato una variante al piano di lottizzazione in cui era prevista proprio questa operazione. A giudicare dallo stato dei lavori, però, sembra che la demolizione abbia preceduto l'approvazione in consiglio, almeno che tra mercoledì e venerdì non si sia riusciti ad abbattere il ponticino, smaltirne i resti e installare l'imbotte di cemento.  La lottizzazione inizialmente prevedeva un unico accesso sul lato di Casini: sul ponticino era previsto solamente un passaggio pedonale e ciclabile. In un secondo momento però si è dimostrato utile anche un secondo accesso da via Larga, che necessariamente doveva passare sul ponticino. Ma la vecchia struttura non poteva sopportare il traffico continuo di automobili e camion: la soluzione è stata abbatterlo.  L'unico ad astenersi alla votazione in consiglio comunale è stato il geometra Alessandro Cialdi (Udc), secondo cui la soluzione poteva essere meno frettolosa: «Poteva essere realizzato un nuovo ponte sopra a quello storico senza abbatterlo» spiega.  Secondo il piano strutturale del Comune «Quarrata non possiede un rilevante patrimonio di manufatti e testimonianze di cultura civile. I vari ponti che ne punteggiavano il territorio, che avrebbero costituito un insieme di beni di cultura materiale rappresentativo di un territorio segnato da numerosi corpi idrici, sono stati distrutti dai tedeschi in fuga alla fine della guerra. Delle mura del Barco mediceo, di per sé il più esteso segno dell'uomo sul territorio quarratino, rimangono solo alcuni tratti. In ragione di ciò assumono ancora maggiore importanza quei manufatti ancora esistenti».  Il successivo regolamento urbanistico ha però rivisto i parametri del piano strutturale, facendo una classificazione dei manufatti e permettendo alcune modifiche per quelli di minor pregio.

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