Il Tirreno

Pistoia

Non si farà il Comune unico ma un'unione con le deleghe della comunità montana

Una recente assemblea della Comunità Montana
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Una recente assemblea della Comunità Montana

Soluzione gattopardesca, ma si attende la decisione della Regione Melani: «I dipendenti andranno nel nuovo ente e in Provincia»

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 S.MARCELLO. Sempre più indecisa la situazione istituzionale che avrà la montagna nel 2012. «Ancora non mi è molta chiara la situazione. Qualcosa mi sfugge, c'è poca chiarezza. Sono molto perplesso che si lascino le deleghe, che attualmente ha la Comunità Montana, alla Provincia. Aspetterò le decisioni della Regione e poi tirerò la mie conclusioni». dice Fabiano Fini consigliere comunale e comunitario di centrodestra dopo aver partecipato ad un importante incontro, fra amministratori montani.  Nella riunione, alla quale era presente anche il controllore degli atti e dei conti della Comunità montana, si doveva decidere concretamente cosa fare per istituire, nei tempi previsti dalla legge, l'Unione dei Comuni. E' invece emersa solo un'analisi delle prospettive e delle possibilità future dell'Unione della montagna, in attesa delle decisioni che la Regione prenderà, presumibilmente nei giorni 15 o 22 di questo mese. Oltre che un certo ritardo sulle numerose operazioni da compiere, da qui alla fine dell'anno, due sembrano le certezze a questo punto: non ci sarà né Comune Unico né Unione speciale dei Comuni. Quest'ultima soluzione che permetteva di mantenere le deleghe della Comunità montana all'Unione speciale, non è stata prescelta e questo significa che la montagna perderà certamente la Comunità montana, che era espressione territoriale dei comuni montani, e che portava in montagna con le proprie deleghe i finanziamenti destinati alla forestazione, all'agricoltura, alla realizzazione del Piano di sviluppo regionale con le relative possibilità d'investimento. Le cifre in ballo sono dell'ordine di qualche milione di euro. Per la montagna, dopo la chiusura della stabilimento Europa Metalli di Campo Tizzoro, sarebbe un'ulteriore indebolimento economico.  «Non ci sono pericoli da questo punto di vista - afferma Marcello Melani, sindaco di Sambuca - perché è vero che le deleghe agricoltura e forestazione andranno alla Provincia, nel caso della realizzazione dell'Unione, ma la Provincia si è impegnata a restituirle all'Unione». E i dipendenti quale sorte avranno? «Una parte andrà con l' Unione e una parte con la Provincia. Non ci saranno problemi» afferma ancora Melani. In questi giorni, sono in molti a pensare e a chiedersi perché non si sia tentata la strada dell'Unione Speciale dei Comuni che avrebbe permesso il mantenimento di deleghe importanti. Non sarà mica che «i recenti problemi da superare in Comunità montana» di cui parlava, nei giorni scorsi, il suo presidente, Carluccio Ceccarelli, siano quelli legati ai recenti fatti, in via di accertamento, che hanno creato la condizione di non operare una scelta diversa e forse proprio quella che sarebbe stato logico attendersi, una volta scartata quella del comune unico? C'è forse la volontà di volersi sbarazzare della vecchia struttura comunitaria? Di certo, se l'ipotesi Unione andrà a buon fine, avremo un periodo di transizione in cui esisteranno tutti gli attuali comuni, alleggeriti di compiti e competenze, la Comunità Montana, in via di liquidazione da parte della Provincia, e l' Unione dei comuni.

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di Redazione web