Il Tirreno

Pistoia

Magie sonore a Villa Smilea

Paolo Zampini e Francesca Dolce al flauto
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Paolo Zampini e Francesca Dolce al flauto

Dami e Zampini mettono in scena "Quintux", musica ispirata alla croce

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 MONTALE. Oggi alle 17, nel salone di Villa Smilea si potrà assistere all'evento artistico-sonoro: "E il sole morì nei cieli dorati", allestito da due artisti pistoiesi: Andrea Dami e Paolo Zampini. Mostra ed eventi connessi sono sostenuti dal Comune di Montale, con la collaborazione della Regione Toscana, della Provincia di Pistoia, del Centro di Documentazione G. Michelucci e della Fondazione J. Vivarelli.  La partitura è stata scritta per l'occasione dal musicista Paolo Zampini e verrà eseguita da Francesco Zampini, Francesca Dolce, Guido Pratesi e Omar Cecchi. Una chitarra amplificata, due flauti e un percussionista, un quartetto più il suo direttore Paolo Zampini e si arriva al numero cinque, come è scritto sulla partitura: Quincux". La struttura che sorregge le campane a lastra di ottone e di ferro è una scultura, una "Croce sonora".  L'autore è Andrea Dami, che è anche il curatore della mostra dedicata a Michelucci e Vivarelli. È di colore rosso, per evocare il sangue, il confine tra vita e morte, in questo caso il "sacrificio" e va ad inserirsi tra i due cristi dello scultore Jorio Vivarelli, i cui gessi (particolari), insieme ad alcune delle sue opere esposte in permanenza, si trovano in esposizione all'interno della Smilea, ovviamente con i disegni di Giovanni Michelucci: piante e alzati delle chiese della Vergine (di Pistoia), dell'Autostrada e di quella di Longarone.  Dami ha voluto che la sua opera si inserisse tra quei "pieni" e quei "vuoti" di quelle crocifissioni vivarelliane, facendo sentire però la "voce" in quel momento estremo, il punto di non ritorno, fatto di attimi, di ricordi, di emozioni.  Ma la rossa "Croce sonora" di Andrea Dami ci ricorda anche le croci medievali, con le storie ai lati di quel "legno sacrificale" e quelle storie hanno dato il ritmo e il colore alle note scritte dal nostro grande flautista Paolo Zampini.  Paolo Zampini ha detto che la scultura, grazie ai quadri-campane, può diffondere nello spazio le sue vibrazioni e quei suoni hanno dato origine alla partitura "Quincux", il suo terzo lavoro dedicato alla presentazione di opere d'arte.  Ha anche detto che questo concerto nasce come "composizione musicale ispirata proprio dalla croce, uno dei segni fondamentali nel lavoro di Andrea e al numero quattro dei suoi bracci ho voluto aggiungere un altro elemento, per andare oltre, raggiungendo così il numero cinque, che è anche il numero dei musicisti, ma poi è anche un segno esoterico, fondamentale anche in quelli dello zodiaco.  La scelta degli strumenti per eseguire Quincux, a parte gli elementi percussivi obbligati, è stata facile: due flauti per rappresentare il "soffio" dei primi strumenti a fiato, le antiche "tibie" e una chitarra amplificata, perché simbolo di un progresso che ancora convive con l'antico e con il magico.

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