Il dolore
Televendita truffa: 6 denunce
3 MINUTI DI LETTURA
In tanti non hanno resistito alla superpromozione tv. Un affare da non perdere quell'iPhone 4 a soli 299 euro. Troppo bello per essere vero, anzi, troppo scontato. E infatti, quando hanno ricevuto il pacchetto via corriere, all'interno, invece del telefonino di ultima generazione, hanno trovato solo qualche anello di plastica, paccottiglia di produzione cinese del valore di una decina di euro. In 352 sono finiti nella rete dei truffatori dopo aver assistito alla televendita messa in onda da Canale Italia, ma a salvarli - e a salvare soprattutto i loro soldi - ci hanno pensato i carabinieri della Stazione di Pistoia.
Che non solo hanno messo le mani sui responsabili, ma, soprattutto, sono anche riusciti a bloccare a tempo di record l'incasso del denaro di chi aveva già pagato per contrassegno e la spedizione dei pacchi a chi ancora non li aveva ricevuti. I carabinieri pistoiesi, al termine della tempestiva attività d'indagine, condotta con la collaborazione dei colleghi di Alessandria e Padova, che hanno curato l'esecuzione delle perquisizioni e dei relativi sequestri, hanno denunciato a piede libero 6 persone, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe con l'ausilio di televendite.
Circa un mese fa - come ha spiegato il comandante della Compagnia di Pistoia, il maggiore Vincenzo Maresca - alla Stazione carabinieri di viale Italia, comandata dal maresciallo Domenico Beraldi, si sono presentate due persone, con l'identica storia: quistato un iPhone ad una vendita televisiva, avevano ricevuto un pacco con all'interno una decina di scadentissimi anelli. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Grieco e condotte in prima fila dall'appuntato Emanuele Renzi, hanno accertato che una ditta della provincia di Alessandria, pur avendo quale oggetto sociale il commercio all'ingrosso di abbigliamento, mobili e materiali da costruzione, aveva acquistato per 15.000 euro uno spazio pubblicitario su Canale Italia per vendere iPhone 4 al prezzo di 299 euro (anziché di 799), più spese di spedizione.
Solo che, gli ignari acquirenti, dopo una decina di giorni, si vedevano recapitare dal corriere espresso Tnt solo anelli di scarsissimo valore commerciale. Tra i truffati - residenti in tutta Italia - anche cinque pistoiesi, quattro uomini e una donna, di età compresa tra i 45 e i 50 anni a parte un giovane: 3 residenti a Pistoia, uno a San Marcello e uno a Cintolese. Il passo immediato compiuto dai militari dell'Arma è stato quello di di limitare i danni. Grazie alla completa collaborazione dei responsabili della Tnt di Alessandria, sono riusciti a bloccare i pacchi non ancora spediti (288) e il denaro già incassato per quelli consegnati (64). Il totale delle somme incassate da Tnt e successivamente sequestrate, in attesa della restituzione alle vittime, è di circa 25.000euro.
Le successive investigazioni, hanno permesso di accertare che la ditta che aveva acquistato lo spazio televisivo (una ditta da poco costituita da un 49enne e praticamente mai attivata: una scatola vuota) aveva stretti rapporti commerciali con un'altra azienda operante a Valenza Po', che si occupa del commercio di "gioielli", già nota alle cronache giudiziarie per lo stesso tipo di attività illecite. Menti del semplice e redditizio disegno criminoso, due fratelli pluripregiudicati di origine napoletana 48 e 35 anni, entrambi residenti da tempo nell'Alessandrino e già coinvolti in altri analoghi fatti. I titolari delle due imprese, invece, pur essendo consapevoli delle truffe, hanno agito in qualità di prestanome.
La figlia ventenne del titolare della ditta di gioielli (53 anni), invece, si occupava dei contatti con la Tnt. La ragazza è stata sorpresa, assieme ad un sesto denunciato (il factotum della banda, 31enne pregiudicato), mentre cercava di svuotare il magazzino dell'azienda dalle migliaia di scatole piene di dozzinale bigiotteria e gommapiuma presenti prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Ieri in conferenza stampa, i carabinieri hanno sottolineato l'assoluta estraneità alla truffa da parte dell'emittente televisiva e della Tnt, nonché la capillare collaborazione da loro fornita negli accertamenti.
Che non solo hanno messo le mani sui responsabili, ma, soprattutto, sono anche riusciti a bloccare a tempo di record l'incasso del denaro di chi aveva già pagato per contrassegno e la spedizione dei pacchi a chi ancora non li aveva ricevuti. I carabinieri pistoiesi, al termine della tempestiva attività d'indagine, condotta con la collaborazione dei colleghi di Alessandria e Padova, che hanno curato l'esecuzione delle perquisizioni e dei relativi sequestri, hanno denunciato a piede libero 6 persone, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe con l'ausilio di televendite.
Circa un mese fa - come ha spiegato il comandante della Compagnia di Pistoia, il maggiore Vincenzo Maresca - alla Stazione carabinieri di viale Italia, comandata dal maresciallo Domenico Beraldi, si sono presentate due persone, con l'identica storia: quistato un iPhone ad una vendita televisiva, avevano ricevuto un pacco con all'interno una decina di scadentissimi anelli. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Grieco e condotte in prima fila dall'appuntato Emanuele Renzi, hanno accertato che una ditta della provincia di Alessandria, pur avendo quale oggetto sociale il commercio all'ingrosso di abbigliamento, mobili e materiali da costruzione, aveva acquistato per 15.000 euro uno spazio pubblicitario su Canale Italia per vendere iPhone 4 al prezzo di 299 euro (anziché di 799), più spese di spedizione.
Solo che, gli ignari acquirenti, dopo una decina di giorni, si vedevano recapitare dal corriere espresso Tnt solo anelli di scarsissimo valore commerciale. Tra i truffati - residenti in tutta Italia - anche cinque pistoiesi, quattro uomini e una donna, di età compresa tra i 45 e i 50 anni a parte un giovane: 3 residenti a Pistoia, uno a San Marcello e uno a Cintolese. Il passo immediato compiuto dai militari dell'Arma è stato quello di di limitare i danni. Grazie alla completa collaborazione dei responsabili della Tnt di Alessandria, sono riusciti a bloccare i pacchi non ancora spediti (288) e il denaro già incassato per quelli consegnati (64). Il totale delle somme incassate da Tnt e successivamente sequestrate, in attesa della restituzione alle vittime, è di circa 25.000euro.
Le successive investigazioni, hanno permesso di accertare che la ditta che aveva acquistato lo spazio televisivo (una ditta da poco costituita da un 49enne e praticamente mai attivata: una scatola vuota) aveva stretti rapporti commerciali con un'altra azienda operante a Valenza Po', che si occupa del commercio di "gioielli", già nota alle cronache giudiziarie per lo stesso tipo di attività illecite. Menti del semplice e redditizio disegno criminoso, due fratelli pluripregiudicati di origine napoletana 48 e 35 anni, entrambi residenti da tempo nell'Alessandrino e già coinvolti in altri analoghi fatti. I titolari delle due imprese, invece, pur essendo consapevoli delle truffe, hanno agito in qualità di prestanome.
La figlia ventenne del titolare della ditta di gioielli (53 anni), invece, si occupava dei contatti con la Tnt. La ragazza è stata sorpresa, assieme ad un sesto denunciato (il factotum della banda, 31enne pregiudicato), mentre cercava di svuotare il magazzino dell'azienda dalle migliaia di scatole piene di dozzinale bigiotteria e gommapiuma presenti prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Ieri in conferenza stampa, i carabinieri hanno sottolineato l'assoluta estraneità alla truffa da parte dell'emittente televisiva e della Tnt, nonché la capillare collaborazione da loro fornita negli accertamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
