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Pistoia

Primi tagli alla chirurgia dell'ospedale Pacini

Primi tagli alla chirurgia dell'ospedale Pacini

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Un grosso punto interrogativo torna a posarsi sulla questione chirurgia dell'ospedale Pacini. Dopo le rassicurazioni giunte dalla Regione sulla volontà di mantenere e non depotenziare il nosocomio montano, i dubbi si affollano di nuovo sulle sorti della sala operatoria. Stavolta non si parla di chiusura a breve termine, ma a preoccupare sono piuttosto tre imminenti pensionamenti che, se non sostituiti, provocherebbero di fatto il blocco del servizio. Ad aver raggiunto l'età pensionabile sono, infatti, due chirurghi (i dottori Raffaele Curcio e Paolo Petrocelli) ed un anestesista (dottor Mario Cinelli) che potrebbero ritirarsi a meritato riposo in date scaglionate ma tutte comprese nella fascia temporale tra il 30 novembre e il 27 dicembre.

Sembra un paradosso, ma a 20 giorni dal primo caso di pensionamento, non si sa ancora che cosa accadrà alla chirurgia dal mese di dicembre. Come sarà organizzata l'attività ed in che modo si intenderà gestire le liste di attesa? Questi e altri quesiti tormentano cittadini, amministratori e dipendenti dello stesso Pacini che non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dall'Asl 3 riguardo alla programmazione futura del servizio. «Il 1 dicembre noi saremo ancora a lavoro, ma non sappiamo cosa dovremo fare poiché non ci è pervenuto alcun programma di attività - apprendiamo da personale interno - ci dicono che l'attività continuerà regolare, ma chi svolgerà tale attività?» Una conferma alla situazione di incertezza arriva dall'ordine ricevuto dalla segreteria di redigere le liste operatorie solo fino al 30 novembre.

Quanto alla sostituzione dei pensionandi, circolano due ipotesi, diverse ma non totalmente negative visto che entrambe garantirebbero una copertura dei tre posti vacanti. La prima ipotesi proviene ancora da personale interno al Pacini che ci informa di possibili rimpiazzi con medici provenienti da Pistoia, seppur non in pianta stabile. Tale rotazione di personale comporterebbe una riduzione del servizio a determinati giorni e fasce orarie con svolgimento di interventi programmati. A comunicare la seconda soluzione è invece la stessa Asl. «I tre pensionandi sono tuttora a lavoro.

Abbiamo già pagato loro le ferie per incentivarli a prolungare di qualche mese la loro permanenza a lavoro al fine di prenderci ancora un po' di tempo per provvedere ad un'adeguata riorganizzazione del servizio. Quello che accadrà in futuro lo stiamo valutando, ma tutte le decisioni terranno conto delle indicazioni formulate dai sindaci della Comunità montana».

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