Gioco
Disabile non riesce a salire sull'autobus, chiama i carabinieri
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Fernando Giambi, 67 anni 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È uscito dal suo appartamento di via dell'Olmo alle 9,30 per andare alla fermata e prendere il pullman, all'altezza del civico 401 di viale Adua. Ma purtroppo non è riuscito a salire, perché il servizio pubblico non è alla portata di tutti. Fernando Giambi, infatti, è un cittadino un po' speciale: per spostarsi non può fare affidamento sulle sue gambe ed è costretto a usare una sedia a rotelle automatizzata. Tutta colpa di un'operazione alla spina dorsale andata male nel 2005. «Dovevo arrivare in piazza della stazione - racconta il 67enne di origini umbre che vive a Pistoia ormai da 50 anni - Così sono arrivato alla fermata più vicina. Il primo pullman che si è fermato ha buttato giù la pedana per farmi salire, ma questa ha sbattuto contro il cordolo che delimita la pista ciclabile e lo scalino che si è creato non mi ha consentito di salire. L'autista ha ritirato su la pedana, dicendo che non poteva farci niente e poi è ripartito. Il secondo pullman è arrivato intorno alle 10,40. Sono salito sulla pedana ma la sedia è rimasta incastrata su un piccolo scalino formato dalle due strisce di metallo. Bastava che qualcuno da dietro mi desse una piccola spinta e le cose si sarebbero sistemate. Ma purtroppo non è andata così». L'autista che era di turno, infatti, non ha voluto compiere questo gesto, sostenendo che non era compito suo e che non voleva accollarsi la responsabilità di eventuali cadute del soggetto. Il signor Fernando, però, non l'ha presa bene. Ha insistito un po' e quando ha capito che nessuno lo avrebbe aiutato ha deciso di rimanere fermo sulla pedana con la sua carrozzina, impedendo al pullman di ripartire. Poi ha chiamato i carabinieri per segnalare quanto stava accadendo con l'intenzione di sporgere denuncia nei confronti dell'autista del Copit (proposito poi rientrato). È trascorsa così quasi un'ora: il pullman fermo su viale Adua, i passeggeri insofferenti e Fernando fermo sulla pedana, deciso a far valere i suoi diritti e a ribellarsi contro quella che gli appariva come una vera e propria ingiustizia. L'intervento delle forze dell'ordine ha poi sbloccato la situazione, ma non ha tolto allo sfortunato protagonista della vicenda l'amarezza per quanto accaduto. Alla fine ha dovuto persino rinunciare al suo viaggio in centro per acquistare delle scarpe particolari per il piede infortunato in un incidente nel 1968. «Il problema è che non tutte le fermate hanno le piattaforme che consentono l'appoggio della pedana degli autobus - racconta Fernando - Purtroppo la casa in cui abito con mia moglie è lontana da tutte queste fermate. La più vicina si trova a Capostrada. Per cui quando devo muovermi vengo su viale Adua». Per Fernando, dunque, anche il più piccolo spostamento diventa un terno a lotto: la moglie non può accompagnarlo ogni volta e purtroppo sono sempre meno le persone pronte a dare una mano a chi si trova in difficoltà.
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