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Pistoia

Vive in questura ma gli chiedono la Tia

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Poliziotto si vede recapitare un conto di 1.500 euro da Publiambiente

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PISTOIA. Cinque anni di arretrati, dal 2006 al 2010 compresi, per un importo di 1.452,59 euro di Tariffa di igiene ambientale dovuta ma non pagata. Almeno secondo Publiambiente che, dopo aver - a sua detta - effettuato i riscontri del caso, ha inviato il cosiddetto "avviso di accertamento domestico" al presunto utente distratto.  Peccato però che il cittadino in questione sia un poliziotto. Che non ha un appartamento di 123 metri quadrati, come indicato nella raccomandata, ma un semplice posto letto nel dormitorio della Questura di Pistoia, al numero 23 di via Macallè, proprio come scritto nell'indirizzo indicato da Publiacqua.  «Mi domando che tipo di accertamento hanno fatto a Publiacqua - lamenta il poliziotto, di cui non specifichiamo le generalità per motivi di riservatezza legati alla sua professione - E' vero che la mia residenza è in via Macallé 23, ma in una caserma. E poi come hanno fatto a calcolare che ho un appartamento di 123 metri quadrati?».  Tuttavia Publiambiente nella missiva recapitata in queStura una settimana fa è categorica: "In base ad accertamenti effettuati in collaborazione con il Comune di Pistoia, si è rilevato che i locali posti in via Maccalè 23 nel Comune di Pistoia risultano da lei occupati dal 01/01/2005 e per tali locali non è stata presentata nessuna comunicazione per l'applicazione della tariffa sull'igiene ambientale. Secondo i criteri di applicazione previsti dal regolamento comunale, pertanto, la tariffa da corrispondere per gli anni riportati risulta quella indicata nel foglio allegato".  Nello specifico, quindi, andando a scorrere il conto, 265,74 euro per il 2006, 271,56 per il 2007, 287,22 per il 2008, 309,40 per il 2009 e 318,67 per il 2010. Totale, 1.452,67 euro. Ai quali, come scritto nella lettera in neretto e con una vistosa sottolineatura, il gestore applicherà una sanzione del 50% nel caso in cui l'utente non dichiari e dimostri - entro 30 giorni - che quei conti sono sbagliati.  Cosa che, riempiendo e spedendo il modulo allegato alla raccomandata, il poliziotto ha immediatamente fatto. Perdendo tempo e accollandosi l'onere di reperire la documentazione necessaria.  «Una cosa - sottolinea - che non tutti hanno la possibilità di fare. Penso alla comprensibile agitazione delle persone anziane che si vedono arrivare una lettera simile e che per paura della sanzione si precipitano a pagare, ritenendo a priori che la richiesta sia corretta. In questo modulo di contestazione, inoltre, sono richiesti dei dati che solo uno specialista sa come acquisire: come, ad esempio, la particella catastale della propria abitazione. Insomma, penso che in tanti abbiano pagato anche se non dovevano».  Dalle testimonianze raccolte appare come gran parte degli avvisi di accertamento riguardino sempre i soliti anni: 2006-2010. Segnalazioni al riguardo, sono giunte alla nostra redazione, ad esempio, dalla frazione collinare di Corbezzi, dove la raccomandata è arrivata nei giorni scorsi ad alcuni anziani.  Da Pistoia invece la segnalazione di un cittadino a cui è stato richiesto il pagamento, per i soliti anni, relativo a un nucleo famigliare di tre persone: il terzo componente - il figlio della coppia - nel 2005 era ancora nel mondo dei sogni, visto che è nato soltanto nel 2008.  «L'invito - conclude il poliziotto - è verificare bene tutto prima di pagare quanto indicato da Publiacqua».

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