Il Tirreno

Pistoia

Primarie del Pd, scende in campo Roberto Bartoli

Fabio Calamati
Primarie del Pd, scende in campo Roberto Bartoli

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«Mi chiamo Roberto Bartoli, sono sposato e ho due figli, vivo a Pistoia. Sono professore di diritto penale, poeta per passione e, passatemi il termine, fungaiolo per professione. Amo la politica, quella buona, che fa bene alla polis, ovvero ai cittadini, che poi siamo tutti noi». Si presenta così sul suo blog, Roberto Bartoli, unico Pd - per ora - in corsa per le primarie che dovranno scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. 38 anni, professore universitario a Firenze, consigliere comunale dal 2007, Bartoli ha lanciato la sua candidatura utilizzando finora soltanto internet: il suo blog e altri siti (come quarratanews) che ne hanno ripreso e rilanciato le idee. Questo, insieme alla giovane età, alla distanza dagli apparati politici tradizionali e alla proposta di una politica che guardi al futuro e faccia sognare, lo hanno fatto accostare a Matteo Renzi. «Abbiamo cose in comune ma anche differenze col sindaco di Firenze - dice Bartoli - credo di condividere con lui il coraggio, l'idea di un Pd diverso da quello attuale non solo in senso anagrafico, ma anche più pluralista e moderno. E poi, come Renzi, ho tutti contro: l'apparato mi sembra si stia compattando su altri nomi». E le differenze? Non credo che tutto quello che appartiene al passato sia da buttare e quello che è giovane da promuovere. Ci sono giovani nati vecchi, che hanno sempre respirato l'aria malata dei partiti. Pensa a qualcuno in particolare, a Pistoia? Nell'apparato qui ci sono persone giovani che mi hanno affascinato in passato ma che col tempo ho capito non possono essere punti di riferimento. Che ne pensa del sindaco Berti? In questi anni la città si è trasformata, abbiamo un centro storico vivo, ci sono realtà imprenditoriali importanti. Ma su alcuni aspetti siamo in sofferenza, in particolare per l'economia e l'occupazione. Ecco, direi che occorre discontinuità, non tanto dal sindaco Berti in quanto tale, ma perché è la città che è cambiata e richiede una politica nuova. Ci vuole un pensiero nuovo per problemi nuovi. Ad esempio? Pistoia soffre di eccessiva frammentazione, invece occorre più unità: tra forze produttive e sociali, tra ambiente e progresso, tra la città e i grandi cambiamenti in corso nel mondo. La politica deve saper mettere insieme. Ma accade che esigenze e punti di vista nella società siano in conflitto tra loro. Allora come si fa? Il politico è chiamato all'equilibrio, deve farsi carico di tutti gli interessi contrapposti. Un esempio: si vuole promuovere la città ma i commercianti chiedono di essere coinvolti. E si finisce con gli scontri, come in occasione del recente mercato francese, contestato dai negozianti. Ecco, occorrerebbe una programmazione che, coinvolgendo i commercianti pistoiesi, immaginasse appuntamenti periodici in cui venissero ospitate realtà di altri paesi. Sul suo sito si trovano idee già definite su alcuni temi. Ad esempio, in materia di servizi, lei propone che il Comune riassuma il ruolo di controllo delle società di scopo (acqua, gas, rifiuti) oggi svolto da Publiservizi... Sì, altrimenti le partecipate ci sfuggono. Oggi abbiamo il problema di chi controlla il controllore. Invece su servizi alla persona (servizi sociali ed educativi) propone un Comune meno erogatore diretto e più capace di indirizzo e controllo... È un modello che consentirebbe ad eventuali eccellenze nella società pistoiese di emergere. Ma ad esempio sulla terribile vicenda dell'asilo privato Cip Ciop, dove le maestre picchiavano i bambini, il Comune non si è mostrato molto capace di controllo... Quella vicenda è anche frutto del fatto che il Comune non si è mai voluto davvero confrontare con il privato e che tutto doveva farlo il pubblico. Ma di recente l'amministrazione comunale ha iniziato a cambiare rotta. Cosa pensa del recupero delle aree ex Breda? Mi toglie il fiato vedere che non c'è neanche un albero e invece ci sono palazzi uno accanto all'altro. Si è mai incontrato con Giancarlo Giusti (titolare dell'azienda che sta realizzando il recupero dell'area ex Breda)? Si parla di un incontro tra lei, l'imprenditore e altri esponenti politici, nei giorni scorsi... Sono balle. Mai avuto incontri del genere. Pistoia, 8 novembre 2011. Due aziende toscane, su diciotto finaliste, sono in lizza per vincere gli Oscar Green 2011, il concorso riservato alle imprese innovative istituito da Coldiretti Giovani Impresa, con l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Le due aziende toscane sono la Goldschmidt di San Casciano Val di Pesa e la Romiti e Giusti di Agliana. I vincitori saranno premiati il 16 e 17 novembre a Roma. La Romiti e Giusti concorre nella categoria'esportare il territorio'. L'azienda vivaistica pistoiese è specializzata nell'arte topiaria, vale a dire che'scolpisce' le piante, ricavandone sculture grandi e piccole, dalla giraffa a Pippo, che poi finiscono in giro per il mondo. Le sculture si trovano a Salsomaggiore, alla rassegna internazionale Euroflora, a Gardaland, al Biopark di Tokyo, a Baku, a Dubay, fin dentro il Vaticano. Per le sculture in marmo o bronzo la qualità della materia prima è essenziale, lo stesso vale per l'arte topiaria: dal primo innesto fino alla scultura trascorrono circa tre anni. A questo link una descrizione e un video della Romiti e Giusti http://www.oscargreen.it/dotnetnuke/VivaiRomitieGiustiGiovanniRomiti.aspx La'nomination' della Romiti e Giusti è l'ennesimo riconoscimento all'innovatività del mondo agricolo pistoiese. Nelle precedenti 4 edizioni, sono state due le aziende della provincia che hanno ottenuto l'Oscar green nazionale: l'Oasi agrituristica Baugiano di Quarrata ed il vivaio Attilio Sonnoli di Pescia. Inoltre hanno ottenuto gli Oscar regionali della Toscana il Calesse, società agricola-agriturismo di Quarrata e la Giorgio Tesi vivai di Pistoia. "È enorme lo sforzo che in questo periodo stanno compiendo le nostre imprese agricole -commenta il direttore di Coldiretti Pistoia Francesco Sossi- nonostante il momento di crisi, molte investono in innovazione, che vuol dire sviluppo e occupazione. I riconoscimenti ottenuti dalle aziende pistoiesi in questi anni confermano che il territorio ha una spiccata vocazione agricola che va ulteriormente incoraggiata e valorizzata a tutti i livelli, anche istituzionale". L'altra azienda toscana che ha ricevuto la'nomination' è la Goldschmidt di San Casciano Val di Pesa, produce olio, ma tra le sue attività ha quella di offrire voli in mongolfiera sulle colline del Chianti. Concorre per la categoria stile e cultura d'impresa. Chiunque può aiutare le aziende toscane a vincere l'Oscar green 2011. Da quest'anno i vincitori degli Oscar green (sono sei le categorie) sono scelti, oltre che da una giuria di esperti, anche con il voto degli internauti. Basta andare sul sito Internet http://www.toscana.coldiretti.it e dare la propria preferenza.

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