Gioco
Furti alla mensa la Caritas non ci sta «Possibile chiusura»
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Marcello Suppressa, direttore Caritas diocesi di Pistoia3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Non ci sentiamo tutelati. Se le cose andranno avanti così saremo costretti a chiudere». Nelle parole di Marcello Suppressa non c'è rabbia bensì scoramento, rassegnazione, senso di impotenza. Il direttore della Caritas nella diocesi di Pistoia ha poca voglia di parlare, ma l'ennesimo furto con danneggiamento avvenuto la notte scorsa alla mensa di via Nemoreto quasi lo costringe a queste tristi considerazioni. «Non possiamo andare avanti così - spiega - Siamo al quinto-sesto episodio. Ieri (due giorni fa ndr) avevamo fatto l'ultima denuncia e stamani abbiamo trovato di nuova la porta d'ingresso divelta dai cardini. Qualcuno è entrato in mensa ha portato via del cibo e fatto danni all'entrata». Furti e danneggiamenti si aggiungono all'aggressione subita da Suppressa, una decina di giorni fa davanti alla mensa: un albanese di 32 anni, già conosciuto sia in Caritas che dalle forze dell'ordine pistoiesi per comportamenti violenti, ha preso a calci e pugni il direttore riuscendo a fuggire prima dell'intervento della polizia. Inevitabile la denuncia e una visita al pronto soccorso dell'ospedale cittadino dove, a causa delle percosse ricevute, venne firmata una prognosi di 7 giorni (poi portata a 15). Secondo il direttore della Caritas il responsabile dei furti e dell'aggressione sarebbe sempre lo stesso uomo: «Non l'abbiamo colto sul fatto - spiega - ma i segnali sono questi. È un fatto pubblico dato che la Caritas svolge un servizio utile a molti cittadini, se si va avanti così saremo costretti a chiudere». L'individuo avrebbe preso di mira la mensa Siro Butelli già da un anno, dopo esserne stato allontanato per il suo comportamento, e avrebbe procurato danni alle strutture dove per 365 giorni all'anno vengono somministrati 60 pasti al giorno. Le forze di Polizia, interpellate sull'argomento, fanno sapere che il presunto responsabile è stato denunciato per l'aggressione di dieci giorni fa ed è in attesa di giudizio che però non verrà celebrato prima di qualche mese (o anno). «Tutti i fatti penalmente rilevanti sono stati riferiti all'autorità giudiziaria e siamo in attesa delle decisioni in merito - fanno sapere dalla questura - Per quel che ci compete abbiamo inserito la mensa tra gli obiettivi sensibili e da tenere sotto osservazione». Il problema principale è che il sospettato numero uno per il momento ha sul capo solo una denuncia per lesioni lievi (come sono state giudicate quelle di Suppressa) un reato considerato minore e per il quale di solito arriva prima la prescrizione che il giudizio del tribunale. «Per questo singolo episodio non è possibile richiedere misure cautelari - spiega Fausto Malucchi, avvocato penalista di Pistoia - Se però l'aggressione viene ricollegata a un insieme di fatti che fanno capo alla stessa persona il pm potrebbe intravedere gli estremi per un reato persecutorio e di conseguenza chiedere al gip di disporre delle misure cautelari, in virtù del rischio di reiterazione del reato». L'avvocato spiega però che devono essere presenti chiari indizi di colpevolezza della persona.
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