Il dolore
Frana ancora la terra a Pracchia
Elisa Valentini
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Il punto in cui sono caduti massi dalla frana di PracchiaLa protezione civile rassicura: «Niente di serio»
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PRACCHIA. Dopo tanta mobilitazione, la vita scorre di nuovo tranquilla nei comuni della montagna pistoiese dove si può tirare un bel sospiro di sollievo. Già da domenica si è spento il campanello d'allerta meteo che per 3 giorni ha interessato i rilievi pistoiesi come il resto della Toscana. Ma la cosa più importante è che, almeno per una volta, non ci si trova a parlare sciagure. La notizia, vale la pena di dirlo, è che tutto si è concluso per il meglio, senza alcun evento calamitoso. I primi a distendersi sano cittadini e amministratori che hanno gestito l'allerta nelle zone considerate più a rischio. Terreni e strade notoriamente franosi sono stati oggetto di monitoraggio da parte dei tecnici comunali, come pure il livello dei fiumi Lima e Reno, costeggiati da opifici e abitazioni. E proprio a Pracchia, lungo il corso di quest'ultimo torrente, si è verificato ieri notte l'unico modesto caso di crollo, avvenuto esattamente nella zona già tristemente celebre per maxi-frana di Santo Stefano 2009. Inevitabile un po' di momentanea apprensione, ma non c'è da preoccuparsi. «Non si può parlare di frana - rassicura Angelo Biagini, responsabile della protezione civile per il Comune di Pistoia - si tratta piuttosto della caduta di alcuni materiali (terra, sassi e qualche pianta) provenienti dalla parte soprastante i gradoni di sistemazione della frana». Niente di pericoloso, dunque, proprio come la caduta sassi di che aveva suscitato tanto allarmismo fra i residenti due mesi fa. «Tali materiali dovranno essere rimossi nella fase conclusiva dei lavori di sistemazione - spiega Biagini - il 1º e il 2º lotto, cioè la realizzazione di ponte e gradoni, sono terminati a luglio. Non appena otterremo il finanziamento (300mila euro circa) rimuoveremo tali materiali con gli escavatori, dopodiché anche la strada forestale del Passo della Collina, usata da boscaioli e cacciatori, tornerà fruibile nella bella stagione». Queste cadute di materiali sarebbero, insomma, ordinarie, finendo in una zona priva di transito e residenti ed alleggerendo i futuri lavori di rimozione. Anche la famiglia sfollata nel 2009 e da poco rientrata nella propria casa può stare tranquilla. «I lavori di sistemazione non si sono mossi di un centimetro, cosa che non sarebbe stata poi anomala a seguito delle precipitazioni - conclude Biagini - Dovrebbe destare più attenzione l'intervento di pulitura che abbiamo intrapreso di recente nel tratto del fiume Reno lungo l'abitato di Pracchia. Il letto era tutto invaso da piante e l'acqua avrebbe davvero potuto causare dei danni». Adesso che il tempo fa ancora qualche capriccio, sembra forse presto per rilassarsi. Ma se le previsioni meteo dicono il vero, il peggio dovrebbe essere passato, ed il tempo si metterà al bello da oggi fino a domenica.
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