Il Tirreno

Pistoia

«Vuoi i soldi? Ma vai a lavorare»

Marta Quilici
Roberta Santini mostra i vassoi che ha lanciato (immagine a destra) contro il rapinatore
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Roberta Santini mostra i vassoi che ha lanciato (immagine a destra) contro il rapinatore

Barista tira i vassoi al malvivente che la minaccia con la pistola

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 QUARRATA. «Fuori i soldi o sparo»: col viso nascosto da un passamontagna, l'uomo è entrato nel bar e ha estratto la pistola. Ha minacciato prima due clienti seduti al tavolino costringendoli a mettersi in un angolo con le spalle al muro, poi la barista che, con la pistola puntata al cuore, ha trovato il coraggio di opporsi al rapinatore. «Vuoi soldi? E perché non vai a lavorare?» e ha scaraventato i vassoi delle paste addosso al malvivente. Lui, però, è riuscito lo stesso a strappare via dal bancone il registratore di cassa e a scappare con l'incasso della giornata, 1.600 euro. È accaduto venerdì sera al Bar Italia a Casini di Quarrata. La coraggiosissima vittima della rapina a mano armata è la signora Roberta Santini, titolare del locale insieme alla sua famiglia che lo gestisce dal 1948. Erano le 22,50 quando l'uomo, dall'accento toscano, è entrato nel locale.  «Stavo per chiudere - racconta la signora Roberta - nel locale c'erano soltanto gli ultimi due clienti che avevano appena preso un caffè. Appena è entrato mi ha detto che voleva i soldi, minacciandomi con la pistola. "Vuoi i soldi?, gli ho detto, e perché non vai a lavorare? Io è dalle 5 di mattina che sono qui!"».  Roberta Santini è una donna minuta e venerdì sera era da sola dietro il bancone: «Non si sa con quale coraggio e incoscienza - le rimproverava ieri mattina il figlio, Jonny Risaliti - ha risposto in quel modo al rapinatore». La paura però è stata tanta. È stata forse proprio la forza della disperazione a far trovare il coraggio alla signora di provare a reagire al malvivente.  Il tutto è durato solo pochi istanti. Un'eternità per chi li ha vissuti. Gli attimi terribili della rapina sono stati però ripresi dalle telecamere di videosorveglianza del circuito interno del locale.  «I clienti erano andati via - racconta la signora Roberta - gli ultimi guardavano la partita di basket alla televisione. Una volta finita, se ne sono andati. Io avevo già tirato giù le tapparelle dell'ingresso, quando all'ultimo momento sono entrati altri due clienti: marito e moglie, che mi hanno chiesto due caffè e hanno comprato un Gratta e vinci. Poi si sono seduti un attimo al tavolino davanti al bancone».  «In quel momento - continua - è entrato il rapinatore: parlava toscano e aveva una giacca a vento bianca. Mi ha detto di consegnarli i soldi e quando mi sono rifiutata, prima ha puntato la pistola addosso al cliente, poi addosso a me, all'altezza del petto. Quando mi ha chiesto nuovamente i soldi, io avevo davanti quattro vassoi di metallo per le paste della mattina: li avevo appena lavati e gliel'ho tirati addosso. Lui, allora, con uno scatto ha preso il registratore di cassa ed è scappato. Fuori, lo aspettava in auto il complice, a bordo di un'auto con cui sono scappati imboccando via Larga. Il rumore dei vassoi caduti a terra ha insospettito una coppia di ragazzi che passavano davanti al locale che, vedendo scappare il rapinatore, hanno cercato di prendere la targa dell'auto. Poi abbiamo chiamato il 112. In pochi istanti sono arrivati i carabinieri di Quarrata e poi la polizia. Vogliamo ringraziarli per la loro tempestività».  Ieri mattina al bar c'era tutta la famiglia: «Abbiamo aperto come sempre alle 5» racconta Roberta Santini. «A letto? Chi ci poteva andare? Non avremmo chiuso occhio. Le forze dell'ordine sono state qui fino alle 4. Poi ci siamo riposati un'oretta e stamani siamo ripartiti».

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di Redazione web