Il Tirreno

Pistoia

Quel grande genio di nonno Alfred

Luca Giuntini
Da sinistra, Angiolina Olimpia, Serafino Gaggioli marito di Vittoria Rosa, Vittoria Rosa con in braccio Flavia, Alfred Girard, Maria Eufrasia. A destra Maria Vittoria
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Da sinistra, Angiolina Olimpia, Serafino Gaggioli marito di Vittoria Rosa, Vittoria Rosa con in braccio Flavia, Alfred Girard, Maria Eufrasia. A destra Maria Vittoria

Una ricerca genealogica fa riunire le famiglie di Girard, l'ingegnere francese della Porrettana

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 PISTOIA. Nel 2006 a 73 anni di età Maria Vittoria Nardi ha messo da parte la tranquilla vita di casalinga e moglie pensionata per gettarsi, anima, cuore e forza di volontà, in un'impresa che sembrava impossibile: scoprire la storia della propria famiglia, dispersa in tutta Italia, risalendo indietro di quattro generazioni fino alla sua figura più emblematica, quella del bisnonno Alfred Girard, ingegnere francese che ha contribuito alla realizzazione della Ferrovia Porrettana inaugurata nel 1864.  «Mia mamma Angiolina parlava spesso di lui - racconta Maria Vittoria -, diceva che suo nonno Alfred era un Signore, con la esse maiuscola, di buona famiglia venuto a Sammommè per costruire la Porrettana. Diceva che aveva inventato una perforatrice per scavare le gallerie nell'Appennino e persino un sottomarino! Beh, a parte il sottomarino, mia mamma aveva ragione su tutto: però era vecchia e nessuno gli ha mai dato il giusto peso».  Nessuno tranne Maria Vittoria, il cognato Alberto Bigagli e il cugino Franco Girard: è proprio quest'ultimo, nel 2006, a mettere in moto la macchina dei ricordi dando di fatto avvio al lavoro di ricerca di Maria Vittoria e Alberto.  «Un cugino di mio padre Renato diceva di avere un numero di telefono di alcuni parenti che abitavano a Pistoia - racconta Franco Girard -. Per me, residente a Torino e milanese di adozione, era una novità assoluta. Per tredici anni non ho mai avuto il coraggio di fare quella telefonata, eppure mi ricordavo sempre di trasferire quel numero di agenda in agenda ogniqualvolta la cambiavo. Fino a che un giorno del 2005 mi sono deciso: ho chiamato il numero, mi ha risposto mia cugina Luigia a Pistoia e le ho detto: "Siamo parenti". L'anno dopo sono andato a trovare Maria Vittoria e ci siamo ricongiunti con tutto il ramo pistoiese della famiglia».  Infatti, ci sono due rami della famiglia, quello pistoiese dei Gaggioli-Girard e quello dei Girard, sparsi tra Genova e Torino. Cento anni dopo la morte del celebre bisnonno, quindici di loro si sono ritrovati sabato scorso alla stazione di Pracchia, nella piazza intitolata proprio ad Alfred Girard, per poi proseguire a Frassignoni, dove l'ingegnere è vissuto e morto il 3 agosto 1910 e dove nel 2007 il Comune di Sambuca Pistoiese gli ha dedicato una piazza.  «Era il 14 aprile del 2006 quando è venuto a farci visita mio cugino Franco - racconta Maria Vittoria -, quell'incontro è stato decisivo per avviare il lavoro di ricerca sul nostro bisnonno Alfred. Mio cognato Alberto si è occupato della parte più tecnica, arrivando a scrivere un libro sulla realizzazione della Porrettana e sulle invenzioni di Alfred Girard. Io invece mio sono occupata della ricerca genealogica con l'aiuto di Andrea Mandroni».  Maria Vittoria Nardi c'ha messo quattro anni di lavoro per disegnare l'albero genealogico della famiglia Girard: quattro anni di ricerche negli archivi, scartabellando tra fogli e documenti vecchi di duecento anni, telefonate agli uffici dell'anagrafe di tutta Italia, trasferte sulla montagna pistoiese e persino in provincia de L'Aquila, tutto per venire a capo di questa saga familiare.  «La ricerca storica mi ha sempre appassionato ma questa aveva un sapore diverso - afferma Maria Vittoria -. Ho cominciato a ripercorrere le tracce della mia famiglia a partire da un libro sul trekking della Porrettana e da lì ho proseguito cercando informazioni nell'archivio diocesano di Pistoia, ma anche in quello di Firenze. Sono andata di persona a Frassignoni, sono andata tre giorni a Castelvecchio Subequo, in provincia de L'Aquila, ho telefonato agli uffici di mezza Italia, dal nord fino a Napoli. Ho trovato tanta gentilezza e disponibilità».  Durante questi quattro anni, tante scoperte, gioie e delusioni.  «Mio bisnonno Alfred arrivò in Italia nel 1856 e si stabilì a Frassignoni, nel Comune di Sambuca Pistoiese, per seguire da vicino i lavori della Porrettana - racconta Maria Vittoria -. Qui conobbe sua moglie Stella Catani dalla quale ebbe undici figli. Andarono a vivere a Sammommè, in via del Benefizio al Colle. Sa come l'ho scoperto? Sono andata di persona in paese e ho chiesto di parlare con la persona più vecchia di Sammommè. L'ho trovata e mi ha detto: "Mi ricordo benissimo di Alfred Girard. Stava in quella casa lì. Lo so perché è stata la mia famiglia a ospitarlo". Non è incredibile? Tra l'altro l'abitazione di Sammommè era di proprietà della stessa persona nella cui casa, a Pistoia in via Ripalta, Alfred Girard ha vissuto dopo essersi sposato nella chiesa di Sant'Andrea».  La trasferta più lunga è stata invece in Abruzzo, per cercare le tracce di Vittoria Maria, figlia di Alfred morta nel 1873 ad appena quattro anni.  «Sono andata a Castelvecchio Subequo, circa 50 chilometri da L'Aquila per trovare la tomba di Vittoria Maria Girard - ricorda Maria Vittoria -. Non sappiamo perché sia stata sepolta lì, anche se il mio bisnonno in quel periodo era in Abruzzo per lavorare alla costruzione della linea ferroviaria Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona. E' in quel viaggio che ho scoperto il riferimento a "Levante" a proposito della piccola Vittoria Maria. Pensavo rimandasse alla Riviera di Levante in Liguria dato che una parte della famiglia Girard era genovese. Soltanto dopo ho scoperto che Levante, in realtà, era un quartiere di Lione. Maria Vittoria era nata a Lione l'8 dicembre 1869».  Alfred Girard arriva in Italia nel 1856 al seguito dell'ingegner Jean Louis Protche, tecnico responsabile della progettazione e realizzazione della Porrettana: Girard è responsabile dello scavo della "Galleria dell'Appennino", il tunnel di 2.725 metri più lungo della linea ferroviaria. E' proprio per scavare questa galleria che Girard inventa la sua macchina perforatrice. In veste di ingegnere di sezione del tratto della Porrettana compreso tra Sammommè e il Signorino, Girard si stabilisce a Frassignoni dove conosce la moglie Stella Catani dalla quale avrà undici figli, sette dei quali moriranno prima di lui.  L'unico mistero ancora irrisolto nella storia della famiglia Girard riguarda proprio una delle figlie di Alfred e Stella, Maria Romana.  «Abbiamo scoperto che è nata a Firenze nel 1865 - afferma Maria Vittoria -, ma non sappiamo quando e dove è morta. Questo è l'unico tassello mancante per completare l'albero genealogico della mia famiglia. Riuscire a metterlo su carta risalendo indietro di quattro generazioni è stata una grande soddisfazione. Un lavoro che mi ha emozionato, scosso e anche fatto piangere. Fino a che non trovo Maria Romana però non mi metto il cuore in pace: non smetterò di cercarla, poco ma sicuro».

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