Il Tirreno

Pistoia

Tornano a crescere le imprese in provincia, la metà sono a Quarrata

La biancheria supera la crisi

Il magazzino delle stoffe di una azienda di biancheria pistoiese
◗
Il magazzino delle stoffe di una azienda di biancheria pistoiese

Tramontati pizzi e trine, ora tira la personalizzazione

3 MINUTI DI LETTURA





 QUARRATA. La ripresa abbraccia il lusso e il design. Finalmente un timido segno più anche per il settore della biancheria per la casa che, a Quarrata, rappresenta il più importante comparto manifatturiero dopo quello del mobile. La formula vincente sta tutta nell'innovazione: il corredo nuziale ormai non se lo compra più nessuno, i pizzi e le trine compaiono quasi solo nei vecchi bauli delle nonne e gli imprenditori della biancheria hanno dovuto adeguarsi.  Se la famiglia media ha rinunciato al corredo tradizionale, aumentano invece le richieste di articoli di lusso, fino agli accappatoi su misura. Dai dati forniti dalla Camera di commercio, sembra che i quarratini siano riusciti a cavalcare l'onda del cambiamento: il tasso di crescita provinciale delle aziende del settore non offre grandi numeri, ma è superiore sia alla media toscana che a quella nazionale che ha ancora un segno meno: nei primi nove mesi di quest'anno, infatti, in provincia hanno chiuso i battenti sei aziende di biancheria per la casa, ma sono nove quelle che hanno aperto. Il tasso di crescita risulta essere quindi dell'1,6%, a fronte di un +1% toscano e addirittura di un -1% nazionale. Quarrata, con le sue 71 aziende attive di biancheria per la casa concentra sul territorio quasi la metà (il 46,1%) delle imprese di tutta la provincia e un po' meno di un quarto di quelle toscane. Un'altra buona percentuale ce l'ha Serravalle con 24 imprese attive pari al 15,6% delle imprese di biancheria della provincia.  «Una certa ripresa si sta iniziando a vedere - afferma Roberto Cianchi della Cianchi srl - che siamo in recessione è un dato di fatto, ma in questo periodo la mia azienda sta lavorando abbastanza, forse anche perché da settembre a dicembre è alta stagione per il settore. Noi ci rivolgiamo solamente al mercato interno che in questi ultimi anni è cambiato molto. Sono spariti trine, pizzi e merletti e si è fatto largo il design. Di linee classiche ne facciamo ancora, ma rappresentano una nicchia di mercato, costante, ma marginale. Prima c'erano articoli prettamente meridionali, un po' più classici, adesso invece il gusto si sta uniformando da nord a sud e anche a Palermo si cerca il moderno».  «Il mercato interno - spiega Gable Capecchi, titolare dell'omonima azienda - funziona solamente per la gamma alta: ville, attici, barche. La parola d'ordine è "personalizzare": se prima si poteva offrire una scelta di 12 tipi di spugne adesso bisogna presentarne almeno 40. Lo stesso per i colori che da una trentina sono più che triplicati. Capita anche di dover confezionare in maniera quasi sartoriale degli accappatoi. Altra richiesta è l'immediatezza della consegna dell'ordine. Con l'estero i mercati maggiori sono per noi gli Usa e il Canada. L'export sta andando abbastanza bene, anche se inizia ad esserci la richiesta di abbassare i prezzi». M.Q.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa