Il Tirreno

Pistoia

Contro la crisi, ecco l'Expo

Fabio Calamati
Una immagine dei padiglioni di Expo 2015. A sinistra, Giuseppe Oriana
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Una immagine dei padiglioni di Expo 2015. A sinistra, Giuseppe Oriana

Oriana (Assindustria): occasione da non perdere

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PISTOIA. «Siamo molto preoccupati». Giuseppe Oriana lo ripete diverse volte mentre parla di economia nazionale e della situazione delle imprese pistoiesi. Le esportazioni che non tirano, le banche che lesinano i finanziamenti, il clima economico in provincia che non accenna a migliorare. Come uscirne? L'Associazione industriali lancia diverse proposte, tra le quali spicca l'Expo 2015, che venerdì prossimo farà tappa a Pistoia. «Pensiamo - spiega il presidente di Assindustria - che in una fase come questa sia importante puntare su uno spirito di rilancio senza piangerci addosso. Expo 2015 è un evento che potrebbe dare una svolta decisiva per uscire dalla crisi. Pistoia è l'unica tappa toscana del "roadshow" in cui gli organizzatori sono impegnati. La presidente Diana Bracco e l'amministratore delegato Giuseppe Sala verranno qui a spiegarci l'importanza dell'evento e le opportunità che può mettere a disposizione degli imprenditori pistoiesi e toscani».  Oltre all'Expo, in questo mese di novembre avete diversi altri appuntamenti in programma (vedi articolo in questa stessa pagina, ndr). Che cosa li collega? In un momento difficile come questo, crediamo che come Associazione industriali siamo chiamati ancor più al nostro ruolo di rappresentanti del mondo delle imprese e di stimolo per lo sviluppo. Non è possibile aspettare ancora.  Qual è il problema più grosso per le imprese pistoiesi? Manca il flusso di denaro dal sistema finanziario alle imprese. Le banche sono in grossa difficoltà a concedere credito. E quel poco che arriva è a tassi molto alti. Come associazione abbiamo un monitoraggio continuo di questo fronte e tutti i nostri associati si lamentano in modo sempre più pesante. Nel primo trimestre 2012 vedremo gli effetti negativi di questa stretta.  Uno dei punti più dolenti della crisi è senza dubbio la situazione di incertezza di AnsaldoBreda. Ma ad agosto, quando Finmeccanica iniziò a parlare di vendita e la città si ribellò, voi non partecipaste alla mobilitazione... Allora non abbiamo cercato il consenso ma ci siamo sforzati di capire cosa stava succedendo. È questo il nostro ruolo. Se il proprietario di AnsaldoBreda studia alleanze internazionali per rafforzare l'azienda, non sta a noi valutarle. Quello che invece abbiamo cercato di fare è creare le condizioni migliori possibili. Per questo ci siamo battuti perché il Distretto ferroviario nascesse e avesse sede a Pistoia. E siamo contenti che la Regione abbia scelto l'ingegner Franzino, una delle nostre vicepresidenti, per guidarlo.  In primavera il capoluogo ed altri comuni importanti cambieranno amministrazione. Voi come vi porrete? I nuovi amministratori dovranno fare di tutto per rendere questo territorio vivibile e attraente per le imprese. Su temi come la velocità della burocrazia, le infrastrutture o i costi dei servizi, chiederemo risposte chiare e non faremo sconti a nessuno. Ci dicano prima cosa vogliono fare.  Lei parla spesso di necessità di innovare. Per questo il rapporto con l'università è centrale, ma attualmente il polo universitario pistoiese non sembra godere di buona salute: dopo ingegneria dei trasporti, sta perdendo anche scienze turistiche. Siamo attenti e preoccupati per la sorte del polo universitario. Dico subito che non siamo disponibili ad uno smantellamento. Se altri non lo dicono, lo diciamo noi e ci batteremo perché ciò non avvenga. Con l'Università di Firenze abbiamo un rapporto preferenziale, ma di fronte a dei problemi, possiamo anche rivolgerci altrove.

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