Il Tirreno

Pistoia

Casa in un quartiere chic, giravano in Mercedes ma non risultavano lavorare

Un chilo di coca nella borsa

Fabio Calamati
Una pattuglia dei carabinieri durante un controllo
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Una pattuglia dei carabinieri durante un controllo

Arrestata una coppia di albanesi residente a Prato

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 PISTOIA. Ai carabinieri avevano detto di essere una semplice coppietta in cerca di qualche momento di intimità sulla propria auto. Se il 3 ottobre scorso insieme a loro c'era anche un connazionale di 26 anni poi arrestato con l'accusa di spaccio, era stato soltanto per un caso: l'uomo - avevano detto i due - si era rifugiato sull' auto solo per tentare di sfuggire alle manette.  Ma i carabinieri non se l'erano bevuta, e hanno avuto ragione. Due giorni fa l'"ignara coppietta" è stata arrestata perché nella borsa di lei è stato trovato un panetto di un chilo e 85 grammi di cocaina ancora da tagliare, valore stimato sul mercato circa 300.000 euro.  I due - 23 anni lui e 22 lei, entrambi residenti a Prato - sono ora agli arresti, rispettivamente nel carcere di Pistoia e a Sollicciano. I carabinieri sono convinti di aver messo le mani su due figure di rilievo del mercato della cocaina tra Prato, Pistoia e Montecatini.  I particolari sull'operazione sono stati forniti ieri dal comandante della Compagnia di Pistoia maggiore Vincenzo Maresca e dal tenente Enrico Valeri, comandante del Nucleo radiomobile. E proprio alla prontezza di una pattuglia del Radiomobile, infatti, si deve l'arresto dei due albanesi.  Dopo l'episodio del 3 ottobre, infatti, sul conto della coppia erano scattati degli accertamenti. Era emerso che i due non avevano una occupazione ma viaggiavano abitualmente su una Mercedes di grossa cilindrata ed avevano anche preso in affitto un appartamento in un quartiere "bene" di Prato, quello della Pietà. Abbastanza per dei sospetti, ma non per un provvedimento specifico.  Poi, due giorni fa, una pattuglia di carabinieri incrocia la coppia che viaggiava non a bordo della solita Mercedes, ma di una più modesta Toyota Yaris, proprietà però di un cittadino albanese con dei precedenti penali. Di qui la decisione della pattuglia di effettuare un controllo, durante il quale i due albanesi apparivano molto nervosi. La ragione emergeva presto dalla borsa della ragazza, dove si trovava un panetto rettangolare del peso di 1.085 grammi: cocaina ancora da tagliare. Secondo i calcoli dei carabinieri se ne potevano ricavare 5-600 dosi, per un valore sul mercato di almeno 300.000 euro. La ragazza dichiarava di non sapere di cosa si trattasse, il suo compagno invece ammetteva la scottante natura del pacchetto.  Un successivo controllo nell'abitazione pratese dei due consentiva ai carabinieri di trovare un'agenda sulla quale erano riportati vari nominativi, con a fianco cifre piuttosto consistenti, compatibili con una fitta attività di spaccio all'ingrosso.  Secondo i militari i due albanesi potrebbero avere un ruolo di rilievo nel mercato della cocaina dell'area Prato-Pistoia-Valdinievole; non si tratterebbe quindi di semplici spacciatori, come starebbe a dimostrarre l'ingente quantità di droga di cui erano in possesso e l'assenza dei tipici strumenti da taglio, come le bilancine di precisione.  Considerata la flagranza del reato e la quantità dello stupefacente sequestrato, i due albanesi sono stati arrestati ed il sostituto procuratore di turno, Francesco Sottosanti, ne disponeva la traduzione in carcere.  Le indagini proseguono per chiarire il ruolo della coppia nell'ambito del mercato fuorilegge e per cercare di scoprire i canali di rifornimento della cocaina di cui erano in possesso.

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