Gioco
Sulle ali del vento dall'Eritrea a Montale ha trovato una nuova vita
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Il giovane Daniel Filipos impegnato in una gara Daniel, 16 anni, studia ed è una promessa del mezzofondo «Non lo avrei mai immaginato, grazie a chi mi ha aiutato»
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MONTALE. Nelle sue gambe ci sono le ore passate a correre. Nella sua testa le molte scoperte fatte tra i banchi di scuola. Daniel Filipos è arrivato a Montale due anni fa. Lontano dai nonni che ha lasciato in Eritrea, perso tra quei volti sconosciuti che parlavano una lingua diversa dalla sua, ha ricostruito un'esistenza intera. «Fino a poco tempo fa - scrive in una lettera inviata al sindaco David Scatragli - non avrei mai immaginato che la mia vita potesse cambiare totalmente». E invece, grazie a un'unione di forze tra i servizi sociali del Comune, l'associazione Portaperta e la Toscana atletica Caripit, la vita di questo ragazzo è cambiata davvero. «Mi chiamo Daniel Filipos e ho 16 anni. Sono nato in Eritrea, ad Asmara, e lì ho vissuto con i miei nonni - scrive il giovane per presentarsi e ringraziare il sindaco montalese, l'assessore Giada Lunghi e l'assistente sociale Elena Logli - Andavo a scuola e di pomeriggio aiutavo la famiglia al negozio - racconta - ma avevo un sogno nascosto nelle mie gambe: correre più veloce del vento. Un giorno di due anni fa ho avuto la possibilità di realizzare questo sogno: venire in Italia per studiare e per allenarmi grazie a una borsa di studio. Un'occasione da prendere al volo anche se ho dovuto lasciare con dolore gli amici». A Montale Daniel ha riabbracciato la mamma Semhar e, come dice lui stesso, ha trovato «la gente affettuosa e disponibile». Il contributo del Comune, dell'associazione aglianese e del gruppo d'atletica di Pistoia gli ha permesso di iscriversi alla scuola di agraria "De Franceschi" e di soggiornare, dal lunedì al venerdì, al convitto dell'istituto. «Le persone che ho incontrato mi hanno aiutato a parlare la lingua italiana e mi hanno insegnato le abitudini del Paese che mi ospita. Stare con loro mi fa sentire meglio, sento meno nostalgia dell'Africa. Anche a scuola, in convitto, ho trovato nuovi amici che mi aiutano a superare qualsiasi problema». Oggi Daniel Filipos è una promessa del mezzofondo ma, prima di tutto, è un ragazzo col sorriso. «Investiamo nella crescita sociale più che in ogni altra cosa - dice Alessandro Parrini, presidente dell'associazione sportiva - Si allena e studia: è questo che fa. Al di là dei buoni risultati che sta raggiungendo nella corsa, noi cerchiamo di fare in modo che prenda il diploma e che quindi possa continuare la sua vita in Italia. Abbiamo voluto fortemente che fosse inserito in convitto e avesse tutto ciò di cui ha bisogno un ragazzo della sua età. Lui, non c'è che dire, è davvero contento». Intanto il giovane atleta, che si era già aggiudicato il 7º posto alle finali nazionali dei 3000 siepi, ha portato a casa una nuova medaglia. Domenica scorsa infatti, a Montemarciano (Arezzo), ha vinto il campionato toscano a staffetta di corsa in montagna.
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