Il Tirreno

Pistoia

«Ridateci i nostri cassonetti»

Luca Giuntini
Sull’argine della Brana non ci sono più cassonetti dove gettare la spazzatura
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Sull’argine della Brana non ci sono più cassonetti dove gettare la spazzatura

In Porta San Marco non ci sono più. Abitanti infuriati

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 PISTOIA. Un illusionista non sarebbe riuscito a fare di meglio. Da un anno in Porta San Marco sono scomparsi i cinque cassonetti dei rifiuti che si trovavano tra l'edicola nei pressi del semaforo con viale Arcadia e il fiume Brana.  Come se ciò non bastasse, a settembre di quest'anno sono scomparsi anche altri due cassonetti, fino ad allora superstiti, collocati all'angolo di viale Arcadia. Adesso residenti e negozianti hanno un'unica possibilità per disfarsi della spazzatura: prendere l'auto, caricare i rifiuti, e andarli a gettare nei cassonetti più vicini, nelle strade limitrofe.  «Fino ad oggi abbiamo scelto la strada del dialogo, ma adesso non ce la facciamo più - afferma un gruppo di residenti di Porta San Marco - o rimettono i cassonetti o cominciamo a farci sentire in maniera eclatante. Come rappresentanti delle decine di famiglie e dei negozianti della zona siamo stanche di dover prendere l'auto per gettare l'immondizia nei cassonetti delle altre strade».  I cassonetti in Porta San Marco sono cominciati a sparire nel settembre 2010, ovvero quando si verificò il crollo del muro di contenimento sull'argine della Brana, proprio nel tratto dove erano posizionati i cassonetti. Da allora il parapetto lungo l'argine è stato consolidato, ma i cassonetti - rimossi per consentire i lavori - non sono ricomparsi. Fino a settembre di quest'anno, residenti e negozianti della zona hanno potuto usufruire solo dei due cassonetti collocati all'angolo con viale Arcadia. Pure quelli però, con l'inizio dei lavori per la realizzazione della rotonda, sono scomparsi. Adesso per gettare l'immondizia le alternative più vicine sono tre: i cassonetti di via Pagliucola, quelli al cimitero comunale di viale Arcadia, oppure quelli alla scuola Frosini in via Cavallerizza.  «In Comune ci hanno detto che "ci vuole pazienza" per risolvere il problema - afferma il gruppo di residenti - mi sembra però che ne abbiamo avuta fin troppa. I sei cassonetti che c'erano prima devono tornare, perché anche se decidessero di rimettere i due all'angolo con viale Arcadia non sarebbero sufficienti. Publiambiente comunque ci ha detto che non possono rimettere i cassonetti lungo la Brana perché sono state le scosse provocate dai camion per posizionare e sollevare i cassonetti da terra una delle cause del cedimento del muro crollato l'anno scorso».  Supposizione che trova fondamento nella parole del presidente del Consorzio Ombrone, l'ente responsabile di quel tratto del fiume Brana: «Si può parlare di con-causa nel crollo - afferma Paolo Bargellini - ma adesso che i lavori sono stati ultimati penso che i cassonetti possano tornare a occupare quella zona. I nostri tecnici però ne sanno di più».

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