Il dolore
L’ad di Finmeccanica torna sul futuro del gruppo. Riva (Fiom): aspettiamo un incontro
Orsi: per Breda niente vendita
Fabio Calamati
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L’amministratore delegato di Finmeccanica OrsiSmentita la cessione. «Stiamo cercando un partner»
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PISTOIA. La nuova versione della strategia di Finmeccanica sul futuro di AnsaldoBreda arriva in diretta dall'India, dove l'amministratore delegato Giuseppe Orsi è impegnato in una missione economica. E non è una novità da poco: AnsaldoBreda non si vende più. Alle agenzie di stampa e ai giornalisti al seguito, Orsi ha spiegato che Finmeccanica non pensa a vendere il gruppo ferroviario pistoiese napoletano «bensì - come si legge, ad esempio, su La Stampa - a una partnership con un'impresa che abbia il ferroviario come core business. E posso dire che hanno mostrato interesse i principali gruppi ferroviari del mondo». Finmeccanica, quindi, cerca partner per AnsaldoBreda, non compratori. È lo stesso Orsi che, poco più di tre mesi fa al Sole 24 Ore, aveva invece dichiarato che l'azienda ferroviaria «ancorché riorganizzata... dovrebbe accasarsi diversamente». Dichiarazioni che, in pieno agosto, suscitarono la rivolta di lavoratori, sindacati e istituzioni, con lo stesso presidente della Regione Rossi che annunciò, davanti ai cancelli di via Ciliegiole, che si sarebbe messo di traverso a qualunque ipotesi di vendita della Breda. Indirettamente l'amministratore delegato di Finmeccanica smentisce ora tutte le voci su cessioni del gruppo o di parti di esso, voci che circolano da mesi e che Finmeccanica non aveva mai commentato. L'ultimo esempio (vedi Il Tirreno di ieri) è l'ipotesi di una cessione del 51% di AnsaldoBreda agli spagnoli della Caf, di cui ha parlato il settimanale economico Il Mondo in edicola in questi giorni. Anche i mercati finanziari erano convinti che AnsaldoBreda sarebbe stata venduta. E siccome questo avrebbe sicuramente alleggerito la posizione debitoria della holding pubblica, non hanno preso per niente bene le parole di Orsi, che difatti sono state seguite da un capitombolo (meno 4%) delle azioni Finmeccanica. La ricerca di un partner sottintende invece che Finmeccanica rimarrebbe in possesso comunque della maggioranza del capitale di AnsaldoBreda e che il controllo del gruppo resterebbe quindi pubblico. I timori di una ritirata dell'Italia dal settore ferroviario, considerato viceversa strategico, sarebbero dunque da ridimensionare. Ma basta questo a tranquillizzare chi in AnsaldoBreda ci lavora? Nicola Riva, segretario provinciale della Fiom, non pare dell'avviso. «Per fare l'indiano, mi pare che Orsi non abbia bisogno di andare in India - esordisce il sindacalista - tutti i giorni o quasi escono sue dichiarazioni in cui si parla del futuro di AnsaldoBreda sempre con toni diversi. Le parole sui giornali, a questo punto, le lasciamo perdere: stiamo aspettando l'incontro con il nuovo amministratore delegato di AnsaldoBreda Maurizio Manfellotto. Ci dovevamo vedere il 10 ottobre, poi l'incontro è saltato e non è stato ancora riconvocato. Con Manfellotto dobbiamo discutere del nuovo piano di risanamento dell'azienda, più volte annunciato. E per noi resta chiaro un punto: i lavoratori hanno già fatto la loro parte con la cassa integrazione, mentre attendiamo gli investimenti che Finmeccanica aveva promesso con l'accordo del marzo 2010». In attesa dell'incontro con Manfellotto, dietro i cancelli di via Ciliegiole il clima di incertezza si fa ogni giorno più pesante. Lavorare in un'azienda di cui non si conosce il futuro prossimo non è proprio il massimo...
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