Il Tirreno

Pistoia

PRONTO SOCCORSO

Don Alessandro Marini
Il pronto soccorso dell’ospedale del Ceppo
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Il pronto soccorso dell’ospedale del Ceppo

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PRONTO SOCCORSO Grazie al volontario che mi ha reso il portafogli  Venerdì scorso alle 9,30 portai mia suocera al pronto soccorso per una sospetta frattura ad un polso. Mentre le facevano i raggi ho approfittato per andare a prendere un caffè. Al mio ritorno il responsabile del reparto del pronto soccorso mi restituiva il mio portafoglio che avevo perso sul piazzale del pronto soccorso e ancora non me ne ero accorto. Lo aveva riportato un volontario della Misericordia che senza dare il suo nome aveva consegnato il portafoglio e se ne era andato.  Sono un pensionato (e faccio il volontariato a tempo pieno) dentro avevo buona parte della pensione perché avevo da fare dei pagamenti. Sicuramente in quel momento ho subito pensato che bisogna aver fiducia nel prossimo. Giovanni Arcioni OGNI AUTUNNO Le alluvioni rivelano le priorità sbagliate  Di nuovo temporali con gravi conseguenze. In primavera ed in estate riprendono quota le grandi opere come il progetto Tav in Val di Susa, il sottoattraversamento Tava Firenze, la terza corsia sull'A11 (progetti assurdi anche perchè costano decine di miliardi di euro di denaro pubblico, con benefici quasi inesistenti).  In autunno ed in inverno c'è il risveglio della consapevolezza sullarealtà italiana: alluvioni e frane che si susseguono, con danni enormi. Eppure, quasi nessuno mette in discussione le vecchie priorità (quelle pensate nel secolo passato) nella destinazione delle risorse finanziarie pubbliche.  I primi ad avere consapevolezza di questa realtà dovrebbero essere i Comuni, tutti i Comuni, che stanno subendo la mannaia dei tagli decisi dal governo, con la conseguente devastazione nel Welfare locale realizzato negli ultimi 40 anni e il blocco degli investimenti pubblici nelle realtà locali (da cui dipende la qualità dei "beni comuni" di una comunità locale): mi riferisco agli investimenti necessari per la difesa del territorio, per modernizzare acquedotti e fognature, per realizzare i tragitti orizzontali delle ferrovie (a partire da quelli rimasti a binario unico, come quello da Pistoia verso Viareggio), per mettere in sicurezza e modernizzare lescuole. Se non vengono cambiate le priorità nella destinazione delle risorse finanziarie pubbliche, i Comuni continueranno a ricevere solo le briciole della spesa pubblica.  Fosse anche per questa sola ragione, è giusto solidarizzare con chi lotta in modo nonviolento contro i progetti Tav in Val di Susa ed a Firenze e contro tutta la spesa pubblica che ha finalità assurde e dannose (a partire dalle spese militari e per armamenti destinati alle guerre) e non c'è bisogno di tante argomentazioni: a mio parere basta dire "siamo solidali anche perchè ci sono ben altre priorità a cui destinare il denaro pubblico, anche tenendo conto che in Italia è necessario ridurre il debito pubblico che viene utilizzato dalla speculazione finanziaria per rapinare i beni comuni e devastare il Welfare". Giuliano Ciampolini RENAULT NEL MIRINO Uno spot antinatalista che mi disgusta  Chi comprerà la Renault?  È questa la domanda che mi sono posto di nuovo ieri sera, rivedendo una delle due pubblicità che stanno trasmettendo da tempo sui canali nazionali, che narra, in questo cortometraggio, di una giovane coppia che entra in una casa da acquistare (?). La ragazza, mentre osserva una parete con dei fiori disegnati probabilmente da un precedente inquilino, dice al compagno: «in questa stanza potremmo fare...» (tono sospeso della proposta cui segue l'inquadratura del volto intimorito del compagno), conclusione: «un armadio a muro» (segue il sospiro di sollievo di lui, che aveva già pensato alla camera di un bambino: pensiero sottolineato da un vagito che si ode). La pubblicità si conclude pressappoco con questa frase di sottofondo, mentre si vedono loro che sfrecciano su una Renault: «ci sono delle scelte prioritarie che si fanno rimandandone altre...».  C'è un'altra pubblicità quasi identica, con un'altra coppia in cui il giovane compagno ancora si rallegra per lo scampato pericolo di una gravidanza in vista.  Nonostante la crisi in atto sono rimasto disgustato da questa campagna pubblicitaria antinatalista della Renault. Invece che pubblicizzare una station wagon per una famiglia con dei bambini... si pone in chiara alternativa (inconciliabile?) l'acquisto di una Renault con la decisione si avere un figlio. So bene che mantenere i figli oggi non è facile, con la crisi che stiamo attraversando... ma che società nuova avremo con tutte le auto che aumenteranno fino a che non basteranno solo quelle a due posti, quando per la coppia "giramondo" ormai sarà troppo tardi?

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