Finanza
CENTRO STORICO
Roberto Bartoli
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CENTRO STORICO Secondo gli standard occorrono 40mila posti-auto Parlare di parcheggi in città è un tormentone. C'è persino chi dice che sono già troppi. Ecco allora un po' di numeri per regolarsi. Nel centro storico di Pistoia ci sono 4000 posti macchina (a pagamento, privati e regolamentati), oltre ai garage. Secondo il Comune la domanda, rilevata in base ai comportamenti dei cittadini rispetto ai parcheggi oggi disponibili, è soddisfatta da questa cifra. Ma se si calcola il numero di parcheggi necessari secondo gli standard urbanistici, cosa si ha? Il centro storico è costituito da circa 1.250.000 metri quadri di superfice utile. Di questi, 2/3 sono residenziali e 1/3 è commerciale e servizi. Gli standard contenuti nel regolamento urbanistico in approvazione indicano 0,45 mq di parcheggi per mq di superficie utile per il residenziale, e 1,5 mq per commerciale, direzionale e servizi (di media). Un rapido calcolo sui 1.250.000 mq esistenti dà un numero di posti macchina necessari pari a 40.000. Questi parametri sono quelli per le nuove costruzioni, ma chiaramente valgono teoricamente anche per l'esistente. Naturalmente non si può pensare di attuare questi standard per il centro storico né sarebbe coerente con le condizioni attuali. Tuttavia il valore ottimale di riferimento che gli standard dànno è quello: 40.000 posti macchina. Sarebbe utile ricordarlo. Paolo Beneforti IN PORTA SAN MARCO Uno scempio abbattere quel cedro per la rotonda Al sindaco di Pistoia chiedo cosa intendeva dire con "Ho capito...", e mi domando come si sentono tutti quei cittadini che l'hanno salvata al ballottaggio. Saranno contenti di vedere la loro città asservita al dio automobile e l'inettitudine dei professionisti che per fare una pseudo rotonda hanno abbattuto uno dei più belli alberi che possedevamo. Come si può arrivare a tanto? Parlo del bellissimo cedro del Libano che era in porta San Marco. Sulle spianate sono capaci tutti a costruire. Come possiamo gioire di un'amministrazione in grado di far sparire ogni bellezza, colore e toni per un appiattimento sul rombo delle auto? Orietta Mendella NUOVI OSPEDALI Concentriamoci su Pistoia lasciando stare Pescia Il dibattito che si sta sviluppando a livello politico sul riassetto organizzativo della sanità nella provincia di Pistoia rischia di non affrontare il tema centrale, e cioè l'idea di costruire un nuovo ospedale in Valdinievole. Si tratta di una scelta che merita la più attenta considerazione, rispetto alla quale non si possono che manifestare serie preoccupazioni. Ecco le ragioni. Contraddice la programmazione fatta finora a livello di area vasta, dove è prevista la costruzione di tre nuovi ospedali, oltre a quello di Pistoia, anche a Prato, ma soprattutto a Lucca; nei prossimi anni non saranno disponibili né risorse economiche né personale medico a sufficienza; secondo i dati offerti a livello internazionale, nel futuro ci sarà un ospedale per ogni 300.000 abitanti e ci saranno 3/4 posti letto per ricovero ogni 1.000 persone, e l'ospedale di Pistoia è perfettamente inserito in questi criteri, gravando su una provincia con quella popolazione ed essendo previsti 400 posti letto per ricovero; affinché un ospedale moderno garantisca eccellenza sia sul piano della efficacia "manuale" che della ricerca, è necessario che si occupi di molta casistica, e ciò è possibile solo basandosi su un'idea di ospedale fortemente centralizzata che concentri su di sé la stragrande maggioranza dei casi; un nuovo ospedale nella Valdinievole, proprio a causa delle scarse risorse, finirebbe per essere un ospedale di bassissima qualità, con gravi rischi per la salute dei cittadini, con l'effetto finale che non investendo né su Pistoia, né sulla Valdinievole, il rischio fughe e la decadenza complessiva della qualità aumenteranno; all'interno dell'ospedale di Pescia si stanno portando avanti consistenti ristrutturazione che non hanno senso se si ritiene si debba costruire un nuovo ospedale. In buona sostanza, se si vogliono riprogrammare i servizi sanitari a Pistoia, si deve ribaltare l'attuale visione, ed affermare che al centro del sistema deve stare l'ospedale di Pistoia e che tutta la riflessione si deve spostare su come renderlo un reale ospedale di alta qualità e con settori d'eccellenza.
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