Il Tirreno

Pistoia

Meno fitofarmaci, acqua recuperata e riutilizzata: così si riesce ad inquinare meno

Sansa nei vasi al posto della torba

Marta Quilici
La preparazione dei vasi nei vivai Bruschi
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La preparazione dei vasi nei vivai Bruschi

Sarà finanziato dalla Regione il progetto dei vivai Bruschi

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PISTOIA. Il terriccio fatto con la sansa dei frantoi, il recupero e il riutilizzo dell'acqua d'irrigazione, la riduzione dei fitofarmaci: sono queste alcune delle idee che hanno reso vincente il progetto dei vivai Bruschi di Bottegone nel bando regionale per progetto integrati di filiera. Il bando era rivolto a tutte le aziende agricole e vivaistiche della Toscana. I vivai Bruschi si sono aggiudicati il finanziamento ottenendo il punteggio più alto tra tutti i partecipanti. Il progetto è innovativo e coniuga l'impegno per un maggiore rispetto dell'ambiente, con il risparmio economico. L'obiettivo del progetto, infatti, è quello di riuscire a sostituire per l'invasamento delle piante la sempre più costosa torba, materiale estratto principalmente in giacimenti del nord Europa e del Canada, con un derivato dal trattamento della sansa. «L'idea - spiega Renzo Spagnesi, direttore dei Vivai Bruschi - è nata da una semplice constatazione: da una parte ci sono i frantoi che pagano per lo smaltimento, sempre difficile, della sansa e degli scarti di produzione dell'olio, dall'altra ci sono i vivisti che si trovano a dover acquistare un prodotto, la torba appunto, che proviene da molto lontano e diventa sempre più costosa. Il 70% del costo della torba, infatti, è costituito dal trasporto che, tra l'altro, ha anche ripercussioni negative sull'ambiente. Così, facendo leva su sperimentazioni scientifiche e ricerche del Cnr, e di due università italiane, partner del progetto, abbiamo lanciato questa sperimentazione e l'abbiamo iscritta al bando regionale di filiera».  Filiera, sì, perché oltre ai vivai Sandro Bruschi, capofila del progetto, e ai tre organi scientifici, fanno parte della sperimentazioni altre 15 aziende vivaistiche della zona. Il progetto, della duranta di due anni, partirà a breve, intorno a novembre, e coinvolgerà 60.000 piante in vaso di età e tipologie diverse.  «Il progetto si distingue in due punti - spiega Spagnesi - il primo è l'ottenimento dellla certificazione Mps che prevede la riduzione dell'impatto ambientale delle aziende: dal recupero e riutilizzo dell'acqua per l'irrigazione, alla riduzione dei fitofarmaci e dei concimi, dai trattamenti mirati delle piante, solo quando ce n'è veramente bisogno e non a calendario, fino al contenimento del consumo energetico. Il secondo punto consiste invece nella sperimentazione dell'utilizzo della sansa, opportunamente trattata, al posto della torba nel terriccio usato per i vasi. Da questa ricerca speriamo di riscontrare dei buoni risultati almento su una parte di piante: sarebbe già un risultato positivo quello di scoprire che la sotituzione è efficace per alcune varietà. Se questa ricerca si dimostrasse efficace avrebbe ripercussioni positive in termini economici, per il risparmio nel terriccio, di immagine, per l'attenzione all'ambiente, di sostanza, per la notevole diminuzione dell'impatto ambinetale».  I vivai Sandro Bruschi, nati nel 1984, sono una delle maggiori aziende pistoiesi (e quindi italiane) di produzione di piante. Danno lavoro a circa 150 dipendenti, esportano oltre 2000 varietà di piante diversi in 51 paesi del mondo e si estendono su una superficie grande più di 200 ettari tra Bottegone e Badia a Pacciana.

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