Il Tirreno

Pistoia

Lg Plast, impianti ancora fermi

Marta Quilici
Marco Ballati (Cgil) e una protesta dei lavoratori Lg Plast
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Marco Ballati (Cgil) e una protesta dei lavoratori Lg Plast

Il sindacato: dopo un anno futuro incerto per i 36 ex Recoplast

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 AGLIANA. A novembre finirà la cassa integrazione, in autunno scadranno i contratti a tempo determinato per oltre una decina di dipendenti, per altri è vicina la fine della mobilità. I macchinari però sono ancora fermi. Il cielo sopra la Lg Plast non è ancora sereno: è incerto il futuro dei 36 dipendenti ex Recoplast che da un anno aspettano invano la ripartenza dell'impianto di riciclaggio aglianese. Diaciannove di loro sono stati riassunti dalla nuova azienda e attualmente sono in cassa integrazione fino al 4 novembre. Gli altri 17 operai, non sono mai stati ripresi in forze in Lg Plast e adesso sono in mobilità. Per alcuni di loro, però, l'ammortizzatore aveva la durata soltanto di un anno e adesso, quindi, sta per terminare. Da qui, l'appello dei sindacati, Filctem Cgil e Femca Cisl che in forma unitaria lanciano l'allarme: «A più di un anno dall'insediamento dell'azienda aretina Lg Plast - spiegano - e nonostante le continue sollecitazioni delle organizzazioni sindacali, rimane un alone di incertezza sul futuro dell'impresa e dell'occupazione. Parallelamente alla risoluzione delle problematiche tecniche, riteniamo necessario ed urgente un confronto serrato con la direzione aziendale rispetto alle prospettive produttive degli impianti». Il problema è che, dopo un anno dall'insediamento della Lg Plast, i macchinari di recupero dei rifiuti multimateriale non sono mai ripartiti. Dopo mesi travagliati tra problemi di messa a norma degli scarichi idrici dell'impianto, lavori di adeguamento e richiesta di permessi alle istituzioni, quest'estate l'azienda sembrava essersi avvicinata alla risoluzione dei vari nodi irrisolti. Ha eseguito i lavori di messa a norma dell'impianto idrico. Ancora però i cancelli non sono stati riaperti.  La Lg Plast un anno fa aveva assunto più della metà degli ex Recoplast, salvo poi dover attivare per tutti la cassa integrazione a zero ore per svolgere i lavori di messa a norma dell'impianto. La cig, che scadeva ad agosto, è stata rinnovata per qualche altro mese, fino al 4 novembre. La fine dell'ammortizzatore, dunque, si avvicina, ma i lavoratori non sanno ancora quando e se potranno rientrare a lavoro, se sarà rinnovato il contratto a quelli assunti a termine, quali prospettive produttive ha l'azienda e che sorte toccherà a coloro che sono ancora in mobilità. Per questi ultimi, infatti, l'accordo sindacale stipulato dalle parti, prevederebbe il totale riassorbimento nella nuova azienda. Per adesso, però, non ci sono notizie in tal senso. «Dobbiamo sapere quali prospettive ci sono per l'inizio dell'attività - spiega Marco Ballati di Filtcem Cgil -. È chiaro che rispetto al piano industriale che ci avevano presentato un anno fa, qualcosa sarà cambiato. L'azienda sarà capace di ripartire? Che tipo di lavoro andrà a fare?»

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