Sicurezza
«Distretto forestale, fate presto»
Eugenio Fagnoni
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Oreste Giurlani presidente dell Uncem Giurlani (Uncem) chiede alla Regione di accelerare
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PISTOIA. Il presidente dell' Uncem (Unione Comuni, Comunità ed enti montani), Oreste Giurlani, chiede che vengano accelerate le procedure per la costituzione del Distretto forestale della montagna pistoiese. Lo fa rivolgendosi all'assessore regionale Gianni Salvadori al quale chiede un incontro per fare il punto sul percorso regionale del riconoscimento del Distretto. «Si tratta - spiega Giurlani - della prima esperienza in Toscana, ma che può essere replicata come modello dove si costituisce una "Cabina di regia locale", che intende usare le risorse comunitarie e regionali insieme a quelle locali. Infatti il Distretto forestale può essere, concretamente, un elemento di sviluppo che, partendo dalla valorizzazione del bosco, del settore forestale e dell'ambiente crea i presupposti per un aumento occupazionale legato ad un nuovo settore economico». Giurlani evidenzia poi che il Distretto forestale della montagna rappresenta «un'importante opportunità che va colta in un percorso di governance locale fra pubblico e privato, in cui sono coinvolti 36 soggetti, fra cui l'istituto agrario Barone de Franceschi di Pistoia, i quali hanno come fine primario quello di rilanciare le politiche forestali e l'economia sull'Appennino pistoiese». Il presidente dell'Uncem afferma quindi di condividere gli obiettivi che il comitato promotore si è prefisso. «Sono convinto - dichiara - che le economie del nostro Appennino e delle aree del Montalbano e della Svizzera pesciatina si possono rilanciare tramite l'ampliamento del mercato energetico (filiera legno-energia), la produzione di nuovi prodotti, come il cippato, l'utilizzo del legno in edilizia e nel comparto manifatturiero, rispondendo alla maggiore richiesta di legna da ardere e di paleria, la trasformazione dei prodotti del sottobosco, il pieno coinvolgimento dell'impresa agricola e forestale nella difesa del suolo e nella sua manutenzione». «Bisogna infine tener conto del fatto che - conclude Giurlani - i contributi del piano di sviluppo rurale hanno permesso in montagna ed in collina il rinnovo ed il potenziamento delle attrezzature e delle dotazioni tecniche, non solo rurali ed agro-forestali, ma anche turistiche ed agrituristiche».
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