Sicurezza
Violenze allasilo Cip Ciop. Chiuso dalla procura un altro filone di indagini
Sotto accusa anche la cuoca
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La polizia davanti allasilo il giorno dellarresto delle due maestre Maltrattamenti, richiesta di rinvio a giudizio in arrivo
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PISTOIA. In arrivo un'altra richiesta di rinvio a giudizio per le violenze all'asilo Cip Ciop. La procura di Genova ha concluso una delle inchieste parallele a quella che ha portato all'arresto delle due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. E l'avviso di chiusura delle indagini è arrivato alla cuoca della struttura, accusata di maltrattamenti in concorso. Nel redigere il capo di imputazione nei confronti di Sandra Bompani, 45 anni, il pm titolare dell'inchiesta, Silvio Franz, ha fatto sue le conclusioni della perizia agli atti del processo in corso contro le due maestre. In sintesi, la cuoca, lavorando all'interno dell'asilo, non avrebbe potuto non accorgersi di ciò che avveniva. Insomma, con il suo comportamento omissivo è come se quelle azioni di violenza le avesse commesse lei. «Quale inserviente addetta alla cucina - si legge infatti nel capo d'accusa - in concorso con Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, maltrattava quotidianamente i bambini utenti dell'asilo, con reiterate manifestazioni di aggressività fisica e psicologica, con ripetute condotte persecutorie e vessatorie, con percosse e strattonamenti per i capelli, nonché con minacce e con condotte che provocavano loro spavento e paura, così causando loro una situazione di stabile sofferenza e timore». Insomma, comportamenti diretti od omissioni che avrebbero contribuito a porre in essere quei continui maltrattamenti fisici e psicologici di cui, per mesi, i bambini ospiti dell'asilo Cip Ciop sarebbero stati vittime. Compito della cuoca sarebbe stato almeno quello di denunciare ciò che avveniva nella struttura di via Galvani. Sandra Bompani è difesa dagli avvocati Daniele Nicolìn e Caterina Schiariti. I due legali hanno a disposizione venti giorni di tempo per depositare una memoria difensiva prima che la procura proceda con la richiesta di rinvio a giudizio. Ma quasi certamente non lo faranno. «Allo stato delle cose - spiega Nicolìn - non abbiamo la possibilità di farlo. Il capo d'imputazione di maltrattamenti in concorso è stato costruito dal pm eclusivamente sulla base della famosa perizia di cui noi non sappiamo nulla perché non siamo parti nel processo. Ne prendiamo atto. Siamo abbastanza perplessi su questa imputazione di maltrattamenti, che implica una continuità temporale non così facile da concretizzare e contestare, una volontà nel ripetere nel tempo comportamenti violenti. Sicuramente, una posizione, quella della nostra assistita, che va distinta nettamente da quella di chi gestiva l'asilo: lei era una dipendente, faceva la cuoca; e per il sistema creato dalla Scuderi, che aveva preso in carico certamente troppi bambini, le veniva chiesto di dare una mano; e lei si prestava a farlo nell'ambito di quel particolare clima creato dalle due maestre».
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