Il Tirreno

Pistoia

Piazza saluta la sua maestra

Massimo Donati
In alto, i funerali di Carla Pierinelli. A sinistra, l’avvocato Alessandro Nocetti. A destra, Endri Memokondaj
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In alto, i funerali di Carla Pierinelli. A sinistra, l’avvocato Alessandro Nocetti. A destra, Endri Memokondaj

Indagini, domani il motociclista interrogato dal gip: chiesti i domiciliari

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 PISTOIA. «Se ne va un pilastro della nostra comunità». Don Giacinto, parroco della piccola frazione di Piazza, ricorda così Carla Pierinelli, la maestra in pensione che domenica pomeriggio è stata travolta e uccisa sulla Porrettana da Endri Memokondaj, il 21enne albanese fermato due giorni fa dalla Polizia municipale. Ieri parenti, amici e concittadini della donna si sono riuniti nella chiesa del paese per dare l'ultimo saluto alla donna e stringere in un forte abbraccio i familiari, in particolare Piero, il marito e compagno di una vita, e il figlio Raffaello.  Dopo la cerimonia, la donna è stata sepolta intorno alle 16 nel cimitero parrocchiale e sono molti quelli che già ne sentono la mancanza.  «Carla si dava molto da fare - racconta don Giacinto - si occupava del catechismo ai bambini e si impegnava nella raccolta delle offerte. Domenica c'era la festa parrocchiale e mi disse che non avrebbe potuto partecipare per via del matrimonio della nipote. Oggi sembra assurdo essere qui ai suoi funerali».  Intanto, questa mattina, il pm titolare dell'inchiesta, il sostituto procuratore Giuseppe Grieco, depositerà la richiesta di convalida del fermo disposto, ritenendo concreto il rischio di fuga, nei confronti del giovane albanese. Inoltre chiederà al gip che venga disposta nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari. L'interrogatorio di garanzia davanti al giudice delle indagini preliminari avverrà probabilmente nella giornata di domani. Dal punto di vista dell'inchiesta, a parte alcuni secondari accertamenti ancora da portare a termine, la confessione resa dal ragazzo davanti al magistrato martedì pomeriggio, al comando dei vigili urbani - per i quali il pm ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro svolto - ha praticamente posto la parola fine.  Ventun'anni, Endri Memokondaj è difeso di fiducia dall'avvocato Alessandro Nocetti. «Il ragazzo - spiega il legale - anche se ancora frastornato, si è reso conto di ciò che è avvenuto e si scusa profondamente per il dolore che sta dando a questa famiglia. Ha ammesso subito gli addebiti, e in questo comportamento ha dimostrato una maturità che denota la volontà di assumersi le sue responsabilità».  Nel corso dell'interrogatorio, il giovane ha raccontato ciò che è avvenuto nel tragico pomeriggio di domenica scorsa: la girata in moto insieme a un amico, la decisione di prolungarla ancora per un po' quando era già sulla via di casa, la pioggia che lo aveva costretto a un improvviso ritorno. In particolare ha spiegato di non essersi accorto che l'anziana donna da lui investita era caduta a terra: girandosi indietro, aveva visto solo un gruppetto di persone in mezzo alla strada. E poi se ne era andato perché consapevole di essere senza patente.  Al pm ha poi chiarito come da parte sua non ci fosse alcuna intenzione di smontare i pezzi della moto rimasti danneggiati (in particolare una freccia) nel tentativo di nascondere l'accaduto: è vero che i vigili urbani hanno trovato la Honda Cbr 600 parzialmente smontata ma il fatto è che lui l'aveva acquistata già incidentata e aveva ordinato le parti di ricambio per sostituire quelle danneggiate.  Con l'accusa di omicidio colposo, fuga dal luogo del sinistro e omissione di soccorso, Endri Memokondaj è stato sottoposto a fermo di pg grazie alle indagini condotte abilmente dalla Polizia municipale di Pistoia.

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