Sicurezza
Preso un giovane: «E' lui il pirata»
Gianni Parrini
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Sopra: Carla Pierinelli, la maestra travolta e uccisa domenica pomeriggio da una moto sulla Porrettana. Nella foto a fianco: Endri Memokondaj, il cittadino albanese accompagnato da un vigile Anziana uccisa da una moto, i vigili urbani fermano un albanese di 21 anni
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PISTOIA. Ha 21 anni, un filo di barba sul volto e indossa una maglietta della banda bassotti. Il motociclista pirata che ha investito Carla Pierinelli è un ragazzo albanese di nome Endri Memokondaj. Domenica era sulla Porrettana alla guida di una Honda Cbr 600 priva di assicurazione e per la quale non ha la patente. A vederlo non sembra il delinquente che tutti si aspettavano: il viso pulito, l'espressione tranquilla e apparentemente inconsapevole della tragedia che ha causato. Quando gli uomini della municipale lo portano al comando per l'interrogatorio non ha neppure la malizia di coprirsi il volto. Al contrario, guarda fisso nell'obiettivo con gli occhi ben aperti. Chissà con quanti ragazzi come lui ha avuto a che fare la maestra Carla. Endri, infatti, abita a Pistoia da tempo e avrebbe potuto essere un suo studente. In quel caso, forse, le cose sarebbero andate diversamente. Ora invece il giovane si trova in stato di fermo con l'accusa di omicidio colposo, fuga dal luogo del sinistro e omissione di soccorso. Il suo arresto rappresenta un grande successo per la Polizia municipale di Pistoia e per tutti i cittadini della zona che, toccati dalla vicenda di Carla e del matrimonio trasformato in tragedia, non hanno fatto mancare a chi conduceva le indagini il proprio sostegno. «Siamo arrivati al fermo del sospettato grazie all'acume investigativo di tutti i nostri collaboratori - spiega il comandante Giuseppe Napolitano - Abbiamo seguito un filo sottile: una denuncia di qualche giorno fa relativa a un soggetto che si riteneva circolasse senza patente. Poi una fonte confidenziale che ha colto alcuni particolari di una conversazione tra ragazzi e ha avuto l'accortezza di segnalarceli. Incrociando tutti questi dati con le testimonianze dei parenti della vittima, che avevano assistito all'incidente e riconosciuto il mezzo, siamo arrivati a lui». Fra i protagonisti dell'indagine c'è la dottoressa Annalisa Giunti, che oggi pomeriggio ha condotto le perquisizioni, autorizzate dal pubblico ministero Luigi Grieco, nell'abitazione del giovane, dove è stata ritrovata la moto. «Il nome del ragazzo che ricorreva in un'altra denuncia, un particolare notato dai testimoni (probabilmente un colore ndr) al momento dell'incidente e il modello della moto erano gli elementi che avevamo in mano - racconta Giunti - Il puzzle si è ricomposto e i pezzi sono andati tutti al loro posto al momento della perquisizione». Endri, che al momento risulta inoccupato e che già in passato ha avuto qualche piccolo problema con la giustizia per reati contro il patrimonio, non ha negato il fatto: «Si è giustificato dicendo che non procedeva a velocità elevata e che non si era accorto che la donna fosse rimasta a terra». Emergono anche nuove versioni sulla dinamica dell'incidente: pare che il ragazzo vedendo la donna in mezzo alla strada avesse rallentato per darle tempo di passare. Ma come spesso succede in questi casi l'incertezza l'ha fatta da padrone e così entrambi hanno prima esitato e poi sono ripartiti contemporaneamente. A quel punto l'impatto è stato inevitabile. Decisiva per il buon esito dell'indagine è stata la testimonianza di Filippo Giorgetti, 27 anni, meccanico alla Velomotor di Pistoia che nei brevi attimi dell'incidente ha avuto la capacità di riconoscere il modello della Honda sul quale viaggiava il ragazzo. La Cbr 600, infatti, non è una moto particolarmente diffusa e questo ha permesso di restringere il campo dei sospetti. «Avevamo in mano anche le immagini registrate da alcune telecamere presenti in zona - spiega Napolitano - Sono state mandate a un laboratorio di Firenze per cercare di ottenere la targa del mezzo, che potrebbe dare ulteriore conferma al quadro accusatorio». Mentre al primo piano della centrale della Polizia municipale Endri viene sottoposto all'interrogatorio del pm Grieco assistito dall'avvocato Alessandro Nocetti, al pianterreno lo aspettano il fratello e un cugino: «Non sappiamo niente - raccontano i due - Endri era tranquillo, non ci ha detto niente di un incidente». Dando un'occhiata al suo profilo di Facebook si trovano alcune immagini che lo ritraggono con gli amici, al mare, in discoteca, talvolta vestito come John Travolta in "La febbre del sabato sera". Insomma, un ragazzo come tanti, con la voglia di divertirsi, magari senza troppo pensare alle conseguenze delle proprie azioni. Una cosa che la maestra Carla gli avrebbe potuto insegnare e che porta il nome di responsabilità.
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