La manifestazione
«Non odio quel ragazzo»
G.P.
◗
Raffaello Giovannoni, figlio di Carla Pierinelli, lavora in banca Il figlio della vittima: perdono è una parola troppo grossa però non penso che abbia investito apposta mia madre
1 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Perdono è una parola troppo grande, ma non provo né odio né rancore per questo ragazzo». Raffaello Giovannoni, figlio della donna investita e uccisa sulla Porrettana, fa un enorme sforzo per contenere le lacrime e pronunciare queste frasi. Ha saputo del fermo del giovane albanese dal suo avvocato e in qualche modo si sente sollevato: «Questo non potrà ridarci mia madre - spiega con la voce rotta dall'emozione - ma almeno è una piccola soddisfazione morale». In casa Giovannoni l'atmosfera a due giorni dal lutto è ancora pesante: la moglie Raffaella bada ai tre bambini, mentre al piano di sopra Piero, il marito di Carla, preferisce rimanere in silenzio e non farsi vedere. A dire qualche parola sul giorno dell'incidente ci pensa il figlio: «Era stata una bella giornata di festa - racconta - avevamo festeggiato il matrimonio di una mia cugina e quando siamo usciti è avvenuto tutto in pochi secondi». La moto che sbuca da una semicurva, la signora Carla che si ferma in mezzo alla strada e poi lo scontro. «Non siamo stati in grado di prendere la targa. Non penso che questo ragazzo abbia investito a posta mia madre - prosegue Raffaello - Però avrebbe dovuto fermarsi. La strada non è una pista e ci vuole maggiore prudenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
