Il Tirreno

Pistoia

«Non odio quel ragazzo»

G.P.
Raffaello Giovannoni, figlio di Carla Pierinelli, lavora in banca
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Raffaello Giovannoni, figlio di Carla Pierinelli, lavora in banca

Il figlio della vittima: perdono è una parola troppo grossa però non penso che abbia investito apposta mia madre

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 PISTOIA. «Perdono è una parola troppo grande, ma non provo né odio né rancore per questo ragazzo». Raffaello Giovannoni, figlio della donna investita e uccisa sulla Porrettana, fa un enorme sforzo per contenere le lacrime e pronunciare queste frasi.  Ha saputo del fermo del giovane albanese dal suo avvocato e in qualche modo si sente sollevato: «Questo non potrà ridarci mia madre - spiega con la voce rotta dall'emozione - ma almeno è una piccola soddisfazione morale».  In casa Giovannoni l'atmosfera a due giorni dal lutto è ancora pesante: la moglie Raffaella bada ai tre bambini, mentre al piano di sopra Piero, il marito di Carla, preferisce rimanere in silenzio e non farsi vedere.  A dire qualche parola sul giorno dell'incidente ci pensa il figlio: «Era stata una bella giornata di festa - racconta - avevamo festeggiato il matrimonio di una mia cugina e quando siamo usciti è avvenuto tutto in pochi secondi». La moto che sbuca da una semicurva, la signora Carla che si ferma in mezzo alla strada e poi lo scontro.  «Non siamo stati in grado di prendere la targa. Non penso che questo ragazzo abbia investito a posta mia madre - prosegue Raffaello - Però avrebbe dovuto fermarsi. La strada non è una pista e ci vuole maggiore prudenza».

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