Il Tirreno

Pistoia

I residenti non ne possono più delle continue scorribande degli amanti della velocità

«Vanno a 200 all'ora, servono gli autovelox»

Luca Giuntini

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 PISTOIA. Abita a duecento metri dal luogo dove domenica ha perso la vita Carla Pierinelli. Elio Bartalini aveva denunciato la pericolosità di quel tratto di strada già molto tempo prima: «Abbiamo cercato di parlare con la Polizia Municipale e anche con l'amministrazione - afferma - Ma non abbiamo mai ricevuto risposta. La situazione è invivibile per il rumore e pericolosissima per la sicurezza dei pedoni. Non ci voleva il morto per capirlo».  Con le "scorribande" dei motociclisti, come le chiama Elio, lui e le cinque-sei famiglie che abitano su quel tratto di Bolognese hanno imparato a conviverci: «Moto che arrivano a tutta velocità, sia in salita verso Bologna sia in discesa verso Pistoia - racconta Elio - Un rumore insopportabile per noi che abbiamo la casa proprio a cinque metri dal bordo della strada. Mettere il piede fuori dall'abitazione o, addirittura, cercare di attraversare la strada diventa un'impresa. Alcune famiglie hanno l'uscita del garage proprio dietro la curva: per migliorare la visibilità abbiamo messo uno specchio, a nostre spese».  Un problema con il quale Elio ha imparato, forzatamente, a convivere, e che andrebbe risolto con mezzi ben precisi: «Se questi motociclisti vogliono correre che vadano in pista, non sulla Bolognese - dichiara - Installare un autovelox sarebbe la soluzione migliore perché così si limiterebbe la velocità, dato che alcuni arrivano a toccare anche i 200 km/h in questo tratto».  I residenti lamentano soprattutto la mancanza di controlli e la conseguente sottovalutazione del pericolo: «Sabato c'è stato un incidente che ha coinvolto due motociclisti - conclude Elio - Domenica c'è scappato il morto. Eppure di episodi simili ce ne sono stati tanti in passato, ma di controlli, sia da parte della Polizia Municipale, che da parte dei Carabinieri, ce ne sono stati ben pochi. E' chiaro che la situazione è stata sottovalutata, nonostante le nostre numerose proteste».  Al coro di proteste si aggiunge anche Alfredo Bencivenga: «Percorrere la Bolognese il sabato e la domenica è veramente un'impresa ad alto rischio - scrive in una mail - Ma dove sono le forze dell'ordine? Sanno bene quello che succede, particolarmente in quei due giorni. Mentre le istituzioni sanno solo posizionare autovelox sulla tangenziale per far cassa con un "ladrocinio legalizzato". E intanto un'altra mamma non è più con i suoi cari».

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