Lutto
Non ho ricevuto memoriali sull'eccidio di Pianosinatico
Giorgio Petracchi
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Il professor Giorgio Petracchi, autore del libro "Al tempo che Berta filava", ci scrive a proposito dell'articolo "Ecco la verità sull'eccidio" pubblicato sul Tirreno il 24 settembre. Secondo quanto affermato da Reggiannini, e riportato testualmente nell'articolo "Il libro... racconta di una battaglia tra formazioni partigiane della zona con reparti dell'esercito regolare tedesco". Questa la mia risposta: nel mio libro, a p. 257, ho scritto: "Il 27 settembre due distaccamenti [di partigiani] disturbarono sulla strada dell'Abetone i reparti del 146º e 147º regt. di fanteria, appartenenti alla 362º divisione e il 35º regt. della 16º Panzer Granadieren Division delle SS. Nel corso degli scontri i tedeschi subirono diverse perdite: due soldati a bordo di un sidecar; cinque fra ufficiali e soldati a bordo di una macchina. La reazione tedesca fu immediata. Il territorio attorno a Pianosinatico fu rastrellato ad ampio raggio e il 28 settembre furono fucilati 11 uomini, 8 dei quali ultrasettantenni". Come si vede non ho mai parlato di una battaglia, ma di sporadici scontri. Nella pagina seguente, esamino le azioni partigiane e la feroce rappresaglia nel quadro della strategia tedesca. Nell'articolo viene data questa notizia. "Diciassette anni fa - afferma Marco Sisi - inviai a Petracchi un mio memoriale che ricostruiva i fatti, ma non è stato riportato". Egli afferma "inviai", ma non precisa né dove (a casa?), né come (per posta, per interposta persona?); addirittura afferma che questo supposto invio sarebbe avvenuto due anni prima dell'uscita della prima edizione dell'opera. Mi chiedo come sapesse che io stavo scrivendo il libro. Preciso che non ho mai conosciuto il signor Sisi. Come fa ad affermare con tanta sicureza d'avermi inviato il memoriale? E come può dimostrarlo? Ancora: perché, se l'avessi ricevuto, non avrei dovuto citarlo? Ho sempre citato nel libro le fonti più disparate. Infine: la precisazione del signor Sisi esce con 15 anni di ritardo. Perché è stata fatta nell'articolo del Tirreno del 24 settembre 2011 e non 15 anni fa, in occasione dell'uscita della prima edizione del mio volume? In conclusione preciso quanto segue: Non conosco il signor Sisi e non ho mai ricevuto il suo memoriale. Lo invito pertanto a ricordare con più esattezza e a correggere il contenuto fallace della sua affermazione, che ritengo lesiva della mia onestà intellettuale e della mia correttezza scientifica: in caso contrario, dovrà provare in sede giudiziale la verità di quanto da lui affermato.
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