Il Tirreno

Pistoia

Non ci fu maxi-evasione fiscale

Andrea Baldi
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Andrea Baldi

Accolti i ricorsi degli avvocati di Baldi e Ferrari

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 PISTOIA. Un aspetto della maxi-inchiesta esplosa alcuni mesi fa, nei quali erano coinvolti alcuni nomi di spicco dell'imprenditoria pistoiese fra cui il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari, era quello dell'evasione fiscale. Con una sentenza di pochi giorni fa, la Commissione tributaria provinciale di Firenze ha però accolto i ricorsi proposti, con il patrocinio di Giulio Andreani, Pietro Cervasio e Carlo Rosano facenti parte del gruppo societario Tredil-Roscer, contro gli avvisi di accertamento relativi agli anni 2004 e 2005, notificati loro dall'Agenzia delle entrate per importanti rilevanti.  Per entrambi i contribuenti - soci del gruppo Tredil-Roscer, del quale fanno parte anche i Orazio Ferrari ed Andrea Baldi di Pistoia - i motivi del recupero impositivo preteso dall'Agenzia delle entrate avevano tratto origine da un'operazione immobiliare relativa ad un terreno edificabile ubicato in Montopoli Valdarno che, a vario titolo, aveva coinvolto, tra le altre, le Società Conad del Tirreno, Logistica Valdarnese Srl e Tredil Spa.  Questa operazione, come si ricorderà, era già stata sottoposta all'attenzione della cronaca nel giugno scorso, in quanto oggetto di una verifica da parte della procura di Roma che aveva dato corso a un'ampia indagine.  In particolare, secondo l'amministrazione, le consistenti erogazioni di denaro corrisposte negli anni 2004 e 2005 dalla Tredil Spa ai due contribuenti, avrebbero costituito il corrispettivo di non meglio precisati servizi che costoro avrebbero prestato nell'ambito dell'operazione commerciale di cui si è detto. Invece, la Commissione tributaria provinciale di Firenze, recependo in pieno quanto argomentato dalla difesa di Baldi, ha stabilito che dette movimentazioni di denaro non hanno costituito il prezzo di servizi prestati in favore della Tredil Spa, ma la restituzione di un credito che i soci vantavano nei confronti della società. Questo credito derivava sia dall'acquisizione delle quote di partecipazione nella Logistica Valdarnese Srl (della quale erano soci i Cervasio, Rosano, Ferrari e Baldi) sia dall'acquisto di un credito vantato verso quest'ultima dai soci Cervasio e Rosano, Ferrari e Baldi.  Commentando la sentenza, i difensori pongono l'accento, non solo sul riconoscimento dell'estraneità all'evasione, ma anche per la condanna dell'amministrazione finanziaria alla refusione delle spese di giudizio sopportate dai contribuenti. «Atteso che - concludono gli avvicati - quasi sempre, i giudici tributari, indipendentemente dall'esito della controversia sottoposta al loro giudizio, sono soliti compensare le spese di lite; il che sta ad indicare l'assoluta infondatezza della tesi dell'Agenzia delle entrate».

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