La protesta
FABBRICA CHIUSA
L'ex Mas di Bottegone all'incanto per 2,3 milioni
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Daniele Gioffredi della Cgil 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Giovedì sarà battuta all'asta la ex Mas, la fabbrica di laminati elettronici di Bottegone che ha chiuso due anni fa mandando a casa 126 persone. Da una stima iniziale di oltre 3 milioni di euro, l'immobile sarà presentato al tribunale di Firenze con una base d'asta di 2,3 milioni di euro. Domani, il termine ultimo per le offerte. Dei 126 dipendenti di due anni fa, solo una trentina hanno ritrovato lavoro e, spiega Angelo Chirico, ex dipendente, «ben pochi con contratto a tempo indeterminato». Per gli altri, dopo un anno e mezzo di cassa integrazione, il primo gennaio di quest'anno è scattato il licenziamento e la mobilità. A marzo di quest'anno infatti la fabbrica era già stata battuta all'asta (che andò deserta) e il commissario del concordato preventivo ritenne non ci fossero più le condizioni per il rinnovo della cassa integrazione. La valutazione fu semplice: la vendita risultava più semplice senza il fardello dei 100 operai in cassa integrazione legati allo stabilimento. «Sono passati nove mesi dalla messa in mobilità - commenta Daniele Gioffredi della segreteria Cgil - e non è accaduto niente. Il grande rammarico è che potevano essere tranquillamente coperti dalla cassa integrazione, come a suo tempo avevamo detto e chiesto». La speranza, per i quasi cento lavoratori in mobilità, è che all'asta di giovedì si presenti almeno un'azienda che faccia ripartire una qualche attività produttiva. In realtà, i lavoratori, essendo in mobilità, non sono più legati alle sorti dello stabilimento: anche se si presentasse un acquirente, quindi, non è detto che gli ex Mas vengano riassunti. Questo, però, è uno dei principali obiettivi del sindacato: «A chiunque acquisterà lo stabilimento - spiega Gioffredi - chiederemo di tener conto dei quasi 100 operai che non hanno ritrovato lavoro. Molti di loro, tra l'altro, hanno intorno ai 50 anni: troppi per trovare un ricollocamento e troppo pochi per la pensione». Di sicuro un freno all'acquisto è il il costo stimato per la bonifica dell'area: 3,6 milioni di euro.
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