Sicurezza
Ex Answers, dal 1º ottobre 437 persone a casa
Marta Quilici
Deserto anche il secondo incanto per l'acquisto dell'ex Answers. L'imprenditore Umberto Costamagna che da oltre un anno ha in affitto il call center di Sant'Agostino, in cui lavorano oltre 400 dipendenti, non si è presentato neppure al secondo appuntamento
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Deserto anche il secondo incanto per l'acquisto dell'ex Answers. L'imprenditore Umberto Costamagna che da oltre un anno ha in affitto il call center di Sant'Agostino, in cui lavorano oltre 400 dipendenti, non si è presentato neppure al secondo appuntamento. Adesso l'unica certezza è datata 30 settembre. Venerdì, infatti, scadrà il contratto di affitto che la Call&Call di Costamagna aveva ha con la curatela fallimentare dell'ex Answers. Dal primo di ottobre, quindi, lo stabilimento di Sant'Agostino sarà chiuso.
Per i 437 lavoratori del call center cadrà il contratto con Call&Call e torneranno tutti alle dipendenze di Answers, cioè in mano al curatore fallimentare che ne gestisce le sorti. Il curatore chiederà quindi l'attivazione di altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria in deroga. I 437 dell'ex Answers torneranno a non lavorare. Il secondo incanto dell'asta fallimentare di Answers si è tenuto mercoledì della scorsa settimana con una base d'asta di 360mila euro.
Dopo il primo incanto, l'8 settembre scorso, anch'esso andato a vuoto, in molti pensavano che il secondo appuntamento fosse quello buono: lo stesso Costamagna, pur non sbilanciandosi mai in merito all'asta, aveva fatto capire che se finora aveva investito sul sito pistoiese era perchè aveva intenzione di rimanerci.
Per i 437 lavoratori del call center cadrà il contratto con Call&Call e torneranno tutti alle dipendenze di Answers, cioè in mano al curatore fallimentare che ne gestisce le sorti. Il curatore chiederà quindi l'attivazione di altri 12 mesi di cassa integrazione straordinaria in deroga. I 437 dell'ex Answers torneranno a non lavorare. Il secondo incanto dell'asta fallimentare di Answers si è tenuto mercoledì della scorsa settimana con una base d'asta di 360mila euro.
Dopo il primo incanto, l'8 settembre scorso, anch'esso andato a vuoto, in molti pensavano che il secondo appuntamento fosse quello buono: lo stesso Costamagna, pur non sbilanciandosi mai in merito all'asta, aveva fatto capire che se finora aveva investito sul sito pistoiese era perchè aveva intenzione di rimanerci.
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