La manifestazione
«Protestate, ma senza occupare»
Francesco Albonetti
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Patrizia Belliti I presidi delle superiori concordano: quest'anno linea severa con gli studenti
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PISTOIA. E' ancora presto per parlare di occupazioni delle scuole. Ma non a Firenze, dove i presidi delle superiori, in una lettera congiunta, hanno messo le mani avanti, avvertendo studenti e genitori che quest'anno non si sgarra: ai primi cenni di occupazione, attività illegale, arriveranno i carabinieri. Una presa di posizione netta, che ha scatenato reazioni, fra le quali quelle degli studenti superiori, che stanno subito pensando a una protesta per i primi di ottobre. A Pistoia non c'è stato nessun accordo preventivo, ma i presidi concordano sul tenere una certa linea dura, seppure meno drastica dei loro colleghi fiorentini. «Ciascuno di noi farà come meglio crede - dice Michele Ciraolo, preside dell'Itcs Pacini - fermo restando però che l'occupazione non è un'iniziativa legale. Semmai si potranno eventualmente concordare attività autogestite, ma sempre all'interno delle attività scolastiche e se i ragazzi faranno proposte concrete in tal senso». Il dirigente scolastico dell'Iti Fedi-Fermi, Angelo Borchi, fa notare anche un altro aspetto: «Non va sottovalutata la circolare Gelmini sulle assenze. Quest'anno il monte orario di assenze non può superare il 25% del totale. Se un'occupazione dura tanti giorni, come è avvenuto in passato, si fa presto a raggiungere quella quota. E poi c'è la questione della legalità dell'occupazione, perché è un'interruzione di pubblico servizio, la presenza eventuale di minorenni e il dover garantire il diritto di chi vuole entrare in classe, magari anche solo per paura di raggiungere il numero di assenze». La nuova preside del liceo scientifico Amedeo D'Aosta, Ilaria Baroni, concorda nella sostanza con i suoi colleghi pistoiesi: «Voglio ricordare che le forme di protesta vanno sempre riportate nell'alveo della legalità. Spesso i problemi nascono perché non si ha un atteggiamento chiaro nei confronti dei ragazzi. Questo non significa che non si possano concedere agli studenti dei momenti di discussione, dibattito e critica. Ma ciò deve avvenire nei momenti istituzionali previsti, come le assemblee. Ed è quello che abbiamo fatto al Marchi di Pescia, che dirigevo fino all'anno scorso». Patrizia Belliti, preside dell'Ipsia Pacinotti, è anche contraria a «posizioni troppo rigide che potrebbero sortire un effetto opposto, mentre si deve far capire ai ragazzi che occupare non ha mai risolto i problemi, che vanno invece affrontati all'interno della scuola». Belliti tiene anche a elogiare questo inizio di anno scolastico, con il personale al completo e il mantenimento dei laboratori: «E' anche probabile che l'introduzione del rientro il sabato per le quarte e quinte al posto della settimana corta possa creare qualche malumore - conclude la preside del Pacini - ma vorrei che se ne discutesse nell'ambito della scuola».
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