Il Tirreno

Pistoia

Elle Salotti, 17 lavoratori in mobilità

Marta Quilici
Valeria Del Pizzo. A lato, la sede della Elle Salotti
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Valeria Del Pizzo. A lato, la sede della Elle Salotti

Anticipato il termine della cassa integrazione. Preoccupazione della Cgil

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 QUARRATA. Diciassette persone in mobilità alla Elle Salotti International Srl. La procedura è stata aperta poche settimane fa, anticipando il termine della cassa integrazione straordinaria in scadenza ad ottobre. Da un anno oltre la metà dei 29 lavoratori è in cassa integrazione.  È il primo caso a Quarrata in cui un'azienda che non è coinvolta da procedure fallimentari prevede un così alto numeri di esuberi. Per Quarrata il dimezzamento della Elle Salotti è un nome in più nella lista delle aziende che scendono sotto i 15 dipendenti; l'ennesimo segnale di una città che ha una sempre minore forza produttiva e in cui l'emergenza occupazione continua a gridare vendetta.  «Sono 8 anni che cucio salotti» spiegava a maggio Cristina Borchi, una dipendente della Elle Salotti, allora in cassa integrazione. «Due anni fa eravamo in 35 adesso in produzione sono una decina. La mia spolverina da ottobre è appesa al chiodo: siamo in cassa integrazione e per una quindicina di noi poi ci sarà probabilmente la mobilità». Le previsioni di Cristina, purtroppo, si sono avverate. Degli attuali 29 dipendenti della Elle Salotti, 17 sono stati coinvolti dalla procedura di mobilità. Dopo un anno di cassa integrazione straordinaria le condizioni di sofferenza dell'azienda non sono cambiate e adesso si prospettano i licenziamenti. Dopo uno o due anni di mobilità, infatti, per i 17 dipendenti dell'azienda, non ci saranno più ammortizzatori sociali utili.  «La cassa integrazione straordinaria - spiega Valeria Del Pizzo, segretaria di Filtea Cgil - è stata attivata lo scorso ottobre. Tra pochi giorni scadrà e l'azienda ha già previsto la procedura di mobilità per 17 lavoratori. Adesso siamo a lavoro per cercare di trovare un accordo. Se la situazione non si sblocca, a breve dovrà essere aperto un tavolo tecnico con la Provincia. A parte i fallimenti e le chiusure aziendali, questo è il primo caso a Quarrata negli ultimi tempi in cui vengono previsti così tanti esuberi rispetto al totale dei dipendenti».  Nelle altre aziende: «Bardi, con 80 addetti, ha reiterato di 4 settimane la cassa integrazione, ma ne utilizzerà meno. Rosini invece non l'ha rinnovata e ha ripreso l'attività con tutti i dipendenti. Per i 42 dipendenti di Spagnesi in cigs a zero ore ancora non ci sono prospettive. In generale all'interno delle aziende i settori più colpiti sono la cucitura e la tappezzeria, mentre i meno colpiti sono i magazzini e i trasporti. In molte aziende si riscontrano difficoltà nella riscossione del Tfr: 10-20 mila euro che le aziende finiscono per pagare in rate di 500 euro. Questo è un altro fattore che penalizza il lavoratore che, con i soldi del Tfr, potrebbe sostenere una sua iniziativa imprenditoriale autonoma o la sua formazione in vista della ricollocazione».  

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