Sicurezza
Negozi sempre aperti, ora si può
Luca Giuntini
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Shopping notturno in centro. A sinistra lassessore Barbara Lucchesi Comune e associazioni frenano: meglio non cambiare
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PISTOIA. Negozi aperti sette giorni su sette. Con la legge 111 pubblicata due mesi fa, il governo ha introdotto la possibilità per gli esercizi commerciali delle città turistiche e d'arte di non rispettare gli orari di apertura e chiusura dei propri negozi, compreso l'obbligo di chiusura domenicale e nei giorni festivi. Una liberalizzazione che, in via sperimentale, darebbe di fatto la possibilità ai negozianti al dettaglio in sede fissa di restare aperti quando desiderano. A Pistoia però associazioni di categoria e amministrazione non sembrano voler cogliere questa possibilità: «L'accordo firmato nel dicembre 2010 ci soddisfa - affermano - inutile stravolgere tutto». Sulla scia delle liberalizzazioni targate Bersani del 1998, il Governo Berlusconi nel luglio scorso ha definito alcune "disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria e il contenimento della spesa pubblica": in via sperimentale, gli esercizi commerciali in sede fissa (compresa quindi l'attività di somministrazione di alimenti e bevande) inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o delle città d'arte, possono derogare dal rispetto degli orari di apertura e chiusura, dall'obbligo di chiusura nei giorni festivi e alla domenica e da quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale (già adesso inosservato). Una liberalizzazione totale degli orari e dei giorni di apertura dei negozi che gli enti locali possono attuare con effetto immediato, entro il 1º gennaio 2012. Possibilità che Pistoia non sembra intenzionata a raccogliere, almeno secondo le dichiarazioni di Confcommercio e Confesercenti che, al pari dell'amministrazione comunale, si dicono soddisfatti degli equilibri raggiunti con l'accordo di area vasta sottoscritto a fine 2010. «Finché qualcuno non lo metterà in discussione - afferma l'assessore al commercio Barbara Lucchesi - Quel patto continua a valere e per noi và mantenuto. L'assenza di regole, così come disposta dalle ultime liberalizzazioni del governo, non credo sia la strada giusta da seguire». L'accordo tuttora in vigore nel Comune di Pistoia è quello siglato nel dicembre 2010 tra amministrazione, associazioni di categoria e sindacati, frutto di quello a sua volta sottoscritto nel luglio dello stesso anno per l'area vasta di Firenze-Prato-Pistoia: il patto generale prevede 22 aperture facoltative domenicali, compreso il mese di dicembre, con alcune deroghe sostanziose. La prima, per gli esercizi commerciali della zona della collina e della montagna che, di fatto, possono restare aperti sempre, 52 domeniche all'anno, anche nei giorni di festività inderogabili (1º gennaio, Pasqua e Pasquetta, 25 aprile, 1º maggio, 15 agosto, 25 e 26 dicembre); la seconda deroga riguarda il centro storico della città, ovvero gli esercizi che si trovano dentro la terza cerchia muraria e quelli che fanno parte del centro commerciale naturale: per loro è prevista la possibilità di 25 aperture domenicali, oltre quella in occasione di San Jacopo. «Al momento non vedo motivi validi perché si possa ridiscutere l'accordo - sostiene Marco Baldasseroni di Confcommercio - Dopo un lungo confronto abbiamo trovato una sintesi equa tra le diverse esigenze, senza dimenticare che questo accordo prevede già la possibilità di ampliare le deroghe presenti». D'accordo anche il presidente della Confesercenti Maurizio Innocenti. «E' servito un anno di lavoro per giungere a quell'accordo - osserva - Ridiscuterlo non avrebbe senso anche perché le liberalizzazioni proposte sono eccessive».
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