La manifestazione
Mamma Ebe, assolto il sacerdote
◗
Don Maheshe (a destra) in aula con il suo avvocato Fausto Malucchi Lievi condanne per due adepti della "santona"
2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Assolto per non aver commesso il fatto. Don Sebastien Kalimbiro Maheshe, 57 anni, congolese, per tutti "don Sebastiano", non era "il prete di Mamma Ebe", il sacerdote che con la sua presenza attribuiva una veste religiosa ufficiale al "giro" della santona di San Baronto, come fino all'ultimo ha sostenuto l'accusa. Questo, almeno, il verdetto uscito dal giudizio abbreviato conclusosi ieri mattina in tribunale, davanti al Gup Luciano Costantini. È molto probabile che la Procura, rapprresentata in udienza dal pm Francesco Sottosanti (che aveva chiesto una pena di un anno), presenti ricorso. Ma intanto il difensore di don Sebastiano, l'avvocato Fausto Malucchi, plaude ad una sentenza che riconosce l'innocenza del suo cliente. Il giudizio abbreviato conclusosi ieri era un ramo secondario del processo principale, quello che vede alla sbarra Ebe Giorgini, il marito Gabriele Casotto e altre dodici persone, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata all'esercizio abusivo della professione sanitaria, truffa aggravata e gestione non autorizzata di ambulatorio medico. In origine gli imputati erano 17, ma tre hanno scelto la strada del giudizio abbreviato: oltre a don Sebastien Maheshe, anche Daniele Chiocchi, 49 anni, abitante a Pisa e Giovannamaria Passeri, 74 anni, di Ginestra Fiorentina. Il giudice Costantini ha condannato il primo a 2 mesi di reclusione (richiesta del pm 10 mesi) per concorso nell'esercizio abusivo della professione sanitaria e la seconda a 10 mesi (richiesta dell'accusa 1 anno e 4 mesi) per lo stesso reato. Nella requisitoria, ieri il pm Sottosanti ha ripercorso l'intera organizzazione che ruotava intorno a Mamma Ebe a Villa Gigliola, struttura ricostruita dopo una lunga indagine dei carabinieri della stazione di Quarrata, che abbraccia un periodo dal 2005 al 2010. Un'organizzazione a delinquere - secondo l'accusa - finalizzata a manipolare gli adepti e i clienti che si rivolgevano alla santona per curare i loro problemi fisici e spirituali. Un'organizzazione in cui tutti avevano un ruolo: anche don Sebastien, parroco di Lamprecchio (ma da agosto 2010 si è autosospeso), avvicinatosi a Mamma Ebe per dei problemi a una gamba, avrebbe finito poi per essere "risucchiato" nell'organizzazione della pseudo-santona, avvalorandone - con la sua figura di prete - il significato religioso. L'avvocato Fausto Malucchi, nella sua arringa difensiva, ha sottolineato invece che non vi erano prove del coinvolgimento diretto del sacerdote nell'organizzazione. F.Cl.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
