Il Tirreno

Pistoia

«Ciao Lorenzo, sei il nostro angelo»

Beatrice Faragli
Due momenti del funerale di Lorenzo
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Due momenti del funerale di Lorenzo

La commozione dei compagni di scuola al funerale del quattordicenne

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La chiesa di Vignole non è bastata a contenere le centinaia di persone che ieri pomeriggio hanno voluto dare l'ultimo saluto a Lorenzo Manetti. Nella frazione quarratina si sentono risuonare singhiozzi trattenuti, congelati in gola dal dolore, che scoppiano all'improvviso in lamenti. 

«E' troppo difficile parlare di tutto questo - ha detto Don Patrizio Fabbri durante i funerali -. Bisognerebbe lasciare spazio ai sentimenti. Anche a quelli di rabbia. In questi giorni molti di voi si sono fatti le stesse domande: Perchè Signore? Perchè proprio a Lorenzo? Perchè a questa età e in questo modo? E' impossibile, a livello umano, spiegare ciò che è accaduto». La morte, prematura e improvvisa, ha colpito Lorenzo Manetti, 14 anni appena, nella mattinata di martedì. A strapparlo alla vita è stato un attacco cardiaco. La madre, di ritorno dal lavoro, l'ha trovato nel suo letto con le labbra già cianotiche.

«Solo lunedì mattina - ha detto un compagno di scuola dal pulpito della chiesa - correvi al nostro fianco. C'hai regalato l'ultimo sorriso. Siamo distrutti dall'idea che tu, domani, non possa tornare in classe a scherzare con noi. Ormai sei un angelo». «Caro Lorenzo - legge un ragazzo di 3 H - sei stato un grande amico. La mattina che ho saputo della tua morte non ci volevo credere. Poi sono venuto a casa tua e ti ho visto nel letto, disteso. La vita ti aveva abbandonato. Tu però ci hai lasciato una cosa che non scorderemo mai. Ci hai fatto capire che, nonostante tutti i problemi, possiamo sorridere ed essere felici per ciò che abbiamo».

Quegli occhi celesti come «uno squarcio di cielo», quel bagaglio di vitalità, allegria, curiosità e amore che Lorenzo si è portato dietro per 14 anni, spargendolo addosso a chiunque abbia incontrato nel suo cammino, hanno smosso un intero paese. Tra la folla di gente che ieri ha riempito la piazzetta di Vignole, c'erano soprattutto i giovani. Arroccati agli angoli della chiesa, seduti sulle panche o in piedi sul sagrato - come persi in un'attesa irreale - i compagni di scuola e gli amici della parrocchia hanno salutato Lorenzo con la promessa di seguire le sue orme: gioire per la vita al di là d'ogni difficoltà che può toccare in sorte.

«Questa morte - ha spiegato il parroco - deve farci uscire dal nostro piccolo mondo e farci aprire all'altro. Come quando incontravamo Lorenzo qua fuori. Lui era il primo ad essere aperto verso tutti noi». «Potremo cercarlo - ha continuato il sindaco Sabrina Sergio Gori - dentro la luce del cuore. E' nel cielo, nel creato, nella bellezza» ha detto rivolgendosi ai genitori di Lorenzo, Paolo e Maria Elena, al fratello maggiore, Andrea, e a tutti i familiari del ragazzo. La folla, poco dopo le cinque, si è trasformata in un immenso corteo per accompagnare il feretro, coperto di rose bianche, al cimitero di Vignole.

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