Italia
Cattedrale, incentivi in bilico per rimuovere l'amianto
Gianni Parrini
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La Cattedrale si rfà il look. Un rendering del progetto per il recupero del vecchio capannone che ospitava la San GiorgioA rischio l'extra bonus previsto per la rimozione dell'amianto
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Incentivi sì, no, forse. Continua a essere poco chiara la vicenda riguardante l'extra incentivo per la rimozione dell'amianto dal tetto della Cattedrale ex Breda e la sua sostituzione con i pannelli fotovoltaici, che dovrebbero fornire energia alla vicina biblioteca di San Giorgio. Rimpiazzare una copertura in eternit con un sistema che sfrutta l'energia solare dà diritto a un'ulteriore tariffa incentivante (rispetto a quella ordinaria prevista dal conto energia) quantificabile in 5 centesimi di euro per ogni Kwh prodotto.
Legambiente ha più volte interpellato gli esponenti dell'amministrazione per sapere se il Comune ha presentato la domanda per accedere a tale extra incentivo, ma fino ad ora non aveva ottenuto risposta. Interrogato sulla vicenda, l'assessore Alberto Niccolai si è reso disponibile a fornire una spiegazione: «La rimozione dell'amianto - afferma - originariamente programmata in relazione all'intervento sulla Cattedrale, è stata anticipata rispetto agli altri lavori, in ragione di una sopravvenuta necessità manifestata da Uniser. L'opera di ristrutturazione del vicino centro fiere, infatti, ha reso necessaria, per esplicita richiesta dei vigili del fuoco, l'apertura di tre vie d'esodo verso la stessa Cattedrale. In quel contesto, si è resa necessaria la rimozione dell'amianto ad opera della stessa Uniser».
L'assessore racconta come si è sviluppata tutta la questione relativa agli incentivi: «Per rifare il tetto con pannelli fotovoltaici potevamo scegliere tra due opzioni non cumulabili - prosegue Niccolai - da un lato c'era il finanziamento Piuss (utilizzato anche per il recupero della struttura); dall'altro, invece c'era l'incentivo previsto da quello che all'epoca era il secondo conto energia. Sulla base degli elementi a disposizione l'amministrazione ha ritenuto conveniente optare per la seconda ipotesi». Poco dopo, però, il Parlamento ha sensibilmente ridotto gli incentivi del conto energia: «Guadagneremo meno rispetto alle previsioni - spiega Niccolai - Ma la scelta fatta all'epoca continua a essere la più conveniente».
Per quanto riguarda l'extra incentivo legato alla rimozione dell'amianto, pare che non vi siano certezze: «Verrà fatta richiesta in quanto il progetto di smantellamento è precedente al IV conto energia e dovrebbe far rientrare il Comune fra i beneficiari. Ci sono interpretazioni delle norme discordanti, vedremo. Quanto a un'ulteriore maggiorazione del 10% per l'utilizzazione di pannelli prodotti nell'UE, si deve precisare che la scelta dei modelli da installare è stata vincolata dalle prescrizioni della Sopraintendenza, che ha richiesto un prodotto che potesse consentire una completa integrazione con la copertura». Si stima che nell'arco di 20 anni l'impianto fotovoltaico della Cattedrale produrrà 1.200.000 Kwh: pertanto i 5 centesimi dell'extra contributo porterebbero nelle casse del Comune altri 60.000 euro, oltre ai 300.000 derivanti dall'incentivo ordinario.
Legambiente ha più volte interpellato gli esponenti dell'amministrazione per sapere se il Comune ha presentato la domanda per accedere a tale extra incentivo, ma fino ad ora non aveva ottenuto risposta. Interrogato sulla vicenda, l'assessore Alberto Niccolai si è reso disponibile a fornire una spiegazione: «La rimozione dell'amianto - afferma - originariamente programmata in relazione all'intervento sulla Cattedrale, è stata anticipata rispetto agli altri lavori, in ragione di una sopravvenuta necessità manifestata da Uniser. L'opera di ristrutturazione del vicino centro fiere, infatti, ha reso necessaria, per esplicita richiesta dei vigili del fuoco, l'apertura di tre vie d'esodo verso la stessa Cattedrale. In quel contesto, si è resa necessaria la rimozione dell'amianto ad opera della stessa Uniser».
L'assessore racconta come si è sviluppata tutta la questione relativa agli incentivi: «Per rifare il tetto con pannelli fotovoltaici potevamo scegliere tra due opzioni non cumulabili - prosegue Niccolai - da un lato c'era il finanziamento Piuss (utilizzato anche per il recupero della struttura); dall'altro, invece c'era l'incentivo previsto da quello che all'epoca era il secondo conto energia. Sulla base degli elementi a disposizione l'amministrazione ha ritenuto conveniente optare per la seconda ipotesi». Poco dopo, però, il Parlamento ha sensibilmente ridotto gli incentivi del conto energia: «Guadagneremo meno rispetto alle previsioni - spiega Niccolai - Ma la scelta fatta all'epoca continua a essere la più conveniente».
Per quanto riguarda l'extra incentivo legato alla rimozione dell'amianto, pare che non vi siano certezze: «Verrà fatta richiesta in quanto il progetto di smantellamento è precedente al IV conto energia e dovrebbe far rientrare il Comune fra i beneficiari. Ci sono interpretazioni delle norme discordanti, vedremo. Quanto a un'ulteriore maggiorazione del 10% per l'utilizzazione di pannelli prodotti nell'UE, si deve precisare che la scelta dei modelli da installare è stata vincolata dalle prescrizioni della Sopraintendenza, che ha richiesto un prodotto che potesse consentire una completa integrazione con la copertura». Si stima che nell'arco di 20 anni l'impianto fotovoltaico della Cattedrale produrrà 1.200.000 Kwh: pertanto i 5 centesimi dell'extra contributo porterebbero nelle casse del Comune altri 60.000 euro, oltre ai 300.000 derivanti dall'incentivo ordinario.
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