Il Tirreno

Pistoia

I delegati Breda: è il momento dell'unità

«Svolta in azienda? Solo individuando i responsabili della crisi»

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 PISTOIA. «Discontinuità»: la parola d'ordine del nuovo amministratore delefato di AnsaldoBreda Maurizio Manfellotto figura anche al centro dell'ultimo documento della rappresentanza sindacale (Rsu) di Ansaldobreda. Manfellotto la usava per sintetizzare l'accelerazione nella politica di recupero della produttività (con annessi sacrifici per i lavoratori, non dichiarati ma lasciati trasparire) del gruppo ferroviario, indispensabile per far sì che AnsaldoBreda sopravviva. I delegati sindacali, ovviamente, la intendono in modo opposto: «individuare ed evidenziare le responsbailità di coloro (dirigenti, ndr) che hanno portato alla situazione attuale» e non «continuando a far pagare i lavoratori depauperando così il vero patrimonio dell'azienda».  Per il resto il documento dell'Rsu fa il punto sulla lotta per evitare la vendita di AnsaldoBreda, ipotizzata dal nuovo ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi. E ribadisce l'importanza del "Manifesto" per la Breda, firmato da rappresentati di destra e sinistra e da tutti i sindacati nel corso della manifestazione del 16 settembre. Le parole d'ordine sono no alla vendita e sì alla strategicità del settore ferroviario e dei trasporti all'interno di Finmeccanica. Su questi punti l'Rsu AnsaldoBreda invita tutti a concentrarsi, ritenendo che «le varie prese di posizione apparse sulla stampa nei giorni scorsi non vanno ad aggiungere valore rispetto alla centralità del nostro documento».  I distinguo e le polemiche «in questo momento non fanno altro che deviare l'attenzione rispetto all'obiettivo che tutti abbiamo condiviso».

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