Il Tirreno

Pistoia

«Ho corso come un pazzo per vederlo»

Luca Giuntini
Il padre e il fratello di Lorenzo Sotto la palazzina di via Arcoveggio
◗
Il padre e il fratello di Lorenzo Sotto la palazzina di via Arcoveggio

La disperazione del padre di Lorenzo Manetti, stroncato da un infarto a 14 anni

4 MINUTI DI LETTURA





 QUARRATA. «Gli ho dato un bacino e gli ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Nel dormiveglia mi ha risposto di no, andava tutto bene. Mi ha salutato, ho chiuso la porta di camera sua e sono uscito di casa. Come potevo pensare...» La voce di Andrea si interrompe. Non poteva pensare che al suo ritorno a casa, dopo le lezioni all'università, avrebbe trovato il fratello minore Lorenzo, 14 anni, morto. I funerali si terranno oggi alle 16 alla chiesa di Vignole. E' stato quasi certamente un attacco cardiaco a causarne la morte.  Lorenzo Manetti, 14 anni, era studente nella 3ºH della scuola media Nannini di Vignole. A trovarlo, privo di vita nel letto di camera sua, è stata la madre Maria Elena Chiti martedì mattina al ritorno da lavoro. Quella mattina Lorenzo non era andato a scuola perché la sera prima non si era sentito bene: niente di grave comunque, niente che potesse far presagire un evento così tragico. Sul posto è intervenuta la Misericordia di Casalguidi (quella di Quarrata era impegnata in un altro soccorso) ma un'ora e mezzo di massaggio cardiaco non è bastata a salvargli la vita. Anche i volontari dell'arciconfraternita sono usciti distrutti e in lacrime dalla cameretta del ragazzo.  «Mia moglie era tornata a casa da allora, erano circa le 13 -- racconta Paolo Manetti, il padre di Lorenzo - E' andata subito a vedere come stava Lorenzo dato che non era andato a scuola quella mattina. L'ha trovato immobile, con le labbra cianotiche, non respirava. Ha chiamato il 118 e ha avvertito me. Sono corso subito, ho pure attraversato il semaforo di Olmi con il rosso: volevo vederlo vivo».  Paolo Manetti, artigiano molto conosciuto in città, non riesce neppure a piangere; il figlio maggiore, Andrea, 24 anni, studente di scienze politiche all'università di Firenze, cerca di fargli forza: «Riposati babbo, ne hai bisogno», gli dice accarezzandolo. La mamma, Maria Elena Chiti, è distrutta dal dolore: intorno a lei e al marito si stringono amici, parenti e conoscenti. Tutti portano il loro saluto al feretro di Lorenzo: la camera ardente è stata allestita nel salotto di casa, nell'appartamento in via dell'Arcoveggio. I compagni di classe della 3ºH hanno dedicato a Lorenzo una maglietta con tutte le loro firme: l'hanno consegnata ai genitori martedì pomeriggio, quando sono andati a portare il loro saluto, accompagnati dagli insegnanti.  «Quattordici anni, solo 14 anni, e non c'è più - mormora il padre Paolo - Lunedì sera non si era sentito molto bene. Martedì mattina, molto presto, si è risentito male: un piccolo attacco di vomito. Così abbiamo deciso di non mandarlo a scuola il giorno stesso. Non si trattava di nulla di preoccupante: basterà un po' di riposo in più, ci siamo detti».  In poche ore invece è accaduto l'imprevedibile. «Ho salutato Lorenzo la mattina alle 10 circa, prima di uscire di casa - racconta il fratello maggiore Andrea - Mi ha risposto nel dormiveglia che andava tutto bene. Gli ho chiesto se voleva che gli chiudessi la porta di cameretta, dato che c'era un po' di luce. Mi ha risposto di sì, gli ho dato un bacino, ho chiuso la porta e sono uscito».  Lorenzo è morto tra le 10 e le 13, ora in cui sua madre Maria Elena è rincasata: la mamma al rientro da lavoro ha trovato il figlio steso nel suo letto con le labbra cianotiche, non respirava. Probabile che la causa della morte sia stata un attacco cardiaco.  «Lorenzo amava pescare, andavamo spesso insieme al lago di Valenzatico - racconta il padre Paolo - Gli piaceva molto anche andare a cavallo: amava pulirlo e accarezzarlo. In questo ultimo periodo gli era venuto in mente di andare a fare cross con una mia vecchia motocicletta: gli ho detto che era troppo pericoloso e che ne avremmo riparlato quando sarebbe stato più grande. E adesso invece siamo rimasti in tre».  Ieri sera il parroco di Vignole Patrizio Fabbri ha tenuto una veglia funebre a casa del ragazzo. Tanti gli amici presenti. I funerali di Lorenzo Manetti si terranno oggi alle 16 alla chiesa di Vignole. Il corpo riposerà nel vicino cimitero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa