Il dolore
Caro libri, i segreti per risparmiare
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I vocabolari rappresentano la maggiore fonte di spesa per famiglie e studenti Dizionari alternativi, ebook e testi usati, ecco come spendere meno
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PISTOIA. È successo qualche giorno fa. Una mamma entra in una libreria di Pistoia per compare un vocabolario al figlio che quest'anno inizia la scuola. Probabilmente gliene hanno suggerito uno molto costoso, oltre le 80 euro, e lei non ha i soldi per pagarlo. Tergiversa un po', controlla che non ci siano errori, ma l'edizione richiesta è proprio quella. Allora si decide e con la dignità delle madri e gli occhi pieni di lacrime si avvia verso la cassa guardando il commesso e dicendo: «Devo prendere questo libro per mio figlio che va a scuola, ma non ho i soldi. Cosa posso fare?». Ci piacerebbe potervi raccontare che qualche buon uomo presente alla scena, si è messo una mano sul cuore e l'altra in tasca ed ha risolto il problema, ma purtroppo questi sono tempi duri anche per le anime belle. Il prezzo della cultura. Da tale episodio prende il via la nostra indagine sul "caro libri" e soprattutto sul costo dei vocabolari, che rappresentano uno strumento indispensabile per gli studenti ed esiziale per bilanci familiari zoppicanti. I più penalizzati ovviamente sono i ragazzi dei licei, persi tra greco, latino e lingue straniere, ma un paio di vocabolari (spesso italiano e inglese) servono in tutti gli indirizzi scolastici. Nonostante il corpo docente abbia (e senza dubbio a ragione) delle preferenze sui dizionari da far compulsare ai ragazzi, girando tra le librerie di Pistoia si scopre che le case editrici negli ultimi anni si sono premurate di sfornare edizioni che vanno incontro anche alle esigenze dei portafogli meno robusti. Il classico Castiglioni Mariotti, ad esempio, che con guida e cd rom costa 92,50 euro può essere rimpiazzato degnamente con "Il primo latino" edito da Zanichelli che con cd rom al seguito è battuto a 34,90. Ci sono anche ipotesi più economiche (e assai più ardite) come il Tutto latino della De Agostini (11,90 euro) e il dizionario della Plus (8,90) che però non possono essere considerate sostitutive al pari degli altri esempi citati. Sono sempre più diffuse le versioni "medie" dei grandi dizionari: dimensioni contenute, un lemmario comunque ampio e l'autorevolezza garantita dagli storici curatori. È questo il caso del dizionario di italiano Devoto-Oli (82 euro con cd) che da qualche tempo presenta anche il suo figlio piccolo, il Devotino (24,90). Le scuole diventano banche. Ovviamente la questione del "caro libri" tocca da vicino le scuole, che in alcuni casi hanno cercato di organizzarsi per venire incontro alle famiglie. Come avevamo già scritto ad agosto non tutti gli istituti si sono adeguati ai tetti di spesa previsti dal ministero: lo scientifico (346 euro per il corredo del primo anno con un +31 euro sul limite indicato dal dicastero) e il Pacini (347 euro, +32), ad esempio, sono quelli che hanno sforato maggiormente. «Per ora non ci sono state proteste - spiega Michele Ciraolo, preside del Pacini - In ogni modo, per ovviare al problema del costo dei libri da quest'anno abbiamo iniziato a chiedere ai nostri ex allievi di donare i loro testi alla biblioteca della scuola. In questo modo, i libri potranno essere messi a disposizione dei nostri attuali iscritti nel caso ve ne fosse il bisogno. Al momento non abbiamo ricevuto molte donazioni ma siamo fiduciosi». Da qualche anno anche la Regione ha previsto delle agevolazioni sull'acquisto dei libri per le famiglie che hanno una certificazione Isee al di sotto dei 15mila euro e che permettono agli studenti di avere i libri in comodato d'uso. «In pratica - spiega Giovanni Marrucchi, dirigente scolastico dell'istituto Einaudi - le famiglie ci presentano il loro Isee e, se ne hanno diritto, noi provvediamo a comprare i libri e a darglieli in prestito. Alla fine dell'anno devono tornare alla scuola e possibilmente in buone condizioni. Il problema sono le poche risorse che ci vengono messe a disposizione per questo servizio: se fossero solo tre le famiglie a fare richiesta potremo accontentarle, ma siccome sono un'ottantina, possiamo occuparci solo di quelli che hanno più bisogno». Studiare hi-tech. Una risposta al caro libri potrebbe venire dalle nuove tecnologie «Sì, è vero. Ci sono i dizionari online e molti libri (ma non tutti) ormai si trovano anche in formato digitale - spiega il professor Angelo Borchi, preside dell'istituto tecnico Fedi - Tuttavia sono poco propenso all'utilizzo di e-book e tablet. A scuola gli studenti dovrebbero imparare a vedere, toccare e amare i testi e questo non succede con i libri online. Oltretutto tablet e smartphone vengono usati dagli allievi per passarsi i compiti e riprendere scena della vita scolastica. E in questo c'è poco di educativo». All'Einaudi, inoltre, si utilizzano i fondi che il Comune di Pistoia e gli altri paesi vicini mettono a disposizione della scuola per comprare i testi ai ragazzi provenienti dalle famiglie più svantaggiate. «Infine - conclude il preside - Abbiamo una biblioteca con 30-40 vocabolari a disposizione degli studenti».
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