Attenzione
A San Francesco il funerale della giornalista stroncata a 46 anni da un malore
«A te che sei una meraviglia...» Una canzone per l'addio a Silvia
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Un momento del funerale A destra Lucia Innocenti Caramelli accanto alla bara della sorella 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Prima le parole di un canto scout, "La Preghiera di San Francesco": «...fai di me uno strumento della tua pace»; poi quelle di una canzone di Jovanotti: «A te che non ti piaci mai ma sei una meraviglia, vai dove ti aspettano e salutali per me». Lucia Innocenti Caramelli, ha voluto salutare così la sorella Silvia, giornalista, morta domenica sera a 46 anni nella sua casa di Pieve a Nievole, stroncata da un malore improvviso. E il suo «ciao» indirizzato alla sorella, pieno di commossa tenerezza è stato accompagnato dall'applauso della gente che, ieri pomeriggio, riempiva la chiesa di San Francesco per tributare l'ultimo saluto a Silvia. Si è conclusa così la semplice e toccante cerimonia funebre alla quale hanno preso parte, oltre ai familiari di Silvia e Lucia (ma i genitori sono entrambi scomparsi da tempo), i tanti, tantissimi amici e colleghi della giornalista. Una cerimonia che Lucia, insegnante di musica e direttrice della Corale di San Francesco, ha voluto accompagnare con i canti del suo coro, dirigendolo personalmente. Tra le panche sedevano l'ex presidente della Provincia Gianfranco Venturi, che per due mandati amministrativi ha avuto Silvia Innocenti Caramelli come portavoce, l'attuale presidente Federica Fratoni, sotto la quale era responsabile dell'ufficio stampa. E poi tanti colleghi che avevano condiviso con Silvia la passione per il giornalismo, dagli esordi con Settegiorni fino all'avventura di "Mattina", il fascicolo regionale dell'Unità, fino all'attuale impegno istituzionale in Provincia. Proprio una collega dell'ufficio stampa dell'Asl, Daniela Ponticelli, la voce rotta dalla commozione, ha letto un brano dal Libro della Sapienza, prima che venisse proclamato il brano del Vangelo di Matteo con il celebre discorso delle Beatitudini. All'omelia, il parroco di San Francesco, padre Dino Bertagni, anche lui visibilmente commosso, si è rivolto a Lucia ricordandole che il dolore suo, e di tutti coloro che conoscevano Silvia, è umano e sacrosanto ma - per chi crede - non è la fine della storia: dopo la croce del Calvario c'è la domenica della risurrezione. Don Dino ha avuto parole anche per Silvia: «Con l'aiuto dei genitori e dello Spirito Santo, metti ogni giorno, nel cuore della tua sorella, parole di conforto, di speranza e di fiducia nella vita». Alla preghiera dei fedeli la presidente della Provincia Federica Fratoni ha ringraziato «per il privilegio di averti conosciuta» e ha chiesto scusa «se abbiamo mancato in qualcosa, se non abbiamo ricambiato un sorriso, se non abbiamo saputo cogliere una richiesta di aiuto». Tante le parole commosse di chi conosceva Silvia e l'ha voluta abbracciare un'ultima volta in una chiesa grande e solenne, che ieri sembrava quasi troppo piccola per contenere il dolore di tanta gente. F.Cl.
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