Gioco
La paura in viale Arcadia «Abbiamo pensato al terremoto»
T.G.
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PISTOIA. Un boato sordo alle prime luci del mattino ha svegliato i residenti di viale Arcadia. «Abbiamo pensato al terremoto», dicono Ilia Cappellini, Giancarlo Niccolai, Nolberto Fattorini, Daria Chiappelli. Abitano tutti sul viale, e solo la strada li separa dalle Mura urbane. Un tratto di 25 metri di Mura è crollato tra le cinque e le sei del mattino. La signora Cappellini, che si è svegliata presto, ricorda di aver sentito la sedia spostarsi sotto di sé, e di essersi affacciata alla finestra, impaurita. «Ho guardato il lampadario. Si fa sempre quando c'è un terremoto. Poi, intorno alle sette, ho visto i pompieri transennare il tratto pedonale». Stessa paura del sisma anche per Giancarlo Innocenti, che abita a due case di distanza dalla signora Cappellini. «Appena giorno ho aperto la finestra e - dice con una certa ironia - ho visto i cipressi del cimitero. Mai successo prima d'ora. Ho dato un'occhiata appena più in basso e, davanti a me, mancava un tratto di Mura». Un paio d'ore prima i coniugi Fattorini, Nolberto e Daria, avevano sentito uno strano rumore dall'altro lato della strada. «Come un trascinamento, qualcosa che scivola». Probabilmente l'inizio del crollo. Sarebbero tante, afferma Niccolai, le cose da fare sul viale. «E forse la pista ciclabile (progetto in partenza, ndr) è proprio la meno importante. I ciclisti usano già il camminamento pedonale tra i lecci e le Mura. Le priorità, come si vede, sono altre. Non escluso una pista pedonale dal lato delle abitazioni. Noi residenti abbiamo seri problemi. Dobbiamo attraversare la strada due volte quando usciamo di casa». «Per non parlare - aggiunge Ilva Cappellini - degli allagamenti causati dal dislivello tra le abitazioni e il manto stradale».
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