Finanza
Doganaccia-Corno, c'è il via libera
Elisa Valentini
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Lincontro di domenica fra amministratori di Doganaccia 2000 e Hr del Corno Definiti i dettagli dell'operazione da 7 milioni. Previsti 201 nuovi posti di lavoro
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CUTIGLIANO. «Il collegamento tramite impianti di risalita fra Doganaccia e Corno alle Scale si farà. Il progetto è pronto e ci attiveremo al più presto per ottenere le necessarie autorizzazioni e renderlo cantierabile. È giunto il momento di aprire una nuova epoca per Doganaccia». Il deciso intervento di Marco Ceccarelli (Doganaccia 2000 srl) ha aperto l'incontro tenutosi domenica mattina nei locali della Grande Baita per presentare il programma di sviluppo integrato dei comprensori sciistici di Doganaccia e Corno alle Scale. Buone notizie, dunque, per i fautori del collegamento transappenninico: un progetto da 7 milioni di euro che, parallelo alla condivisione di molteplici obiettivi fra le due stazioni, costituisce il cardine del piano di sviluppo illustrato dalle società Doganaccia 2000 e Hr-Impianti di risalita Corno alle scale. Un folto pubblico di autorità da entrambi i versanti appenninici, di imprenditori, residenti e villeggianti ha affollato le sale del rifugio, esprimendo la propria opinione sul progetto di collegamento che, oggetto della tesi di laurea dell'ora ottantenne ingegner Lazzi e lanciato per la prima volta nel 1963, si è sempre imbattuto in ostacoli di varia natura. Adesso che a Doganaccia il turismo è in forte ascesa (+ 15% di visitatori rispetto al 2010, per un fatturato salito dai 36 milioni di lire nel '94 a 1 milione e 300mila euro nel 2011) il sogno riprende vigore. E la connivenza fra enti pubblici, imprenditori e la maggior parte degli abitanti fa pensare ad un passo davvero vicino. «Sono trent'anni che mi batto per il collegamento - racconta il direttore di Doganaccia 2000 Sergio Ceccarelli - ora c'è la massima intesa col collega Luigi Biagi e gli altri operatori del Corno alle Scale, convinti che questa funivia sia la soluzione giusta per integrare le loro belle piste da sci alla nostre brillanti attrazioni, a due passi dalle città d'arte e borghi storici, incrementando e valorizzando il turismo in tutte le stagioni». Sono 201 i posti di lavoro che, secondo uno studio, verrebbero a crearsi nel comprensorio integrato, la cui realizzazione sarà preceduta dall'allargamento della compagine sociale (sono già 60 i potenziali soci entranti) e la ricerca di finanziamenti da privati, enti pubblici e fondi europei. Tutto l'iter progettuale sarà seguito dall'esperto ambientale Gordiani che, dopo aver sottolineato come le aree protette non siano solo vincoli ma anche risorse strategiche, ha proposto un progetto pilota di stazione sostenibile collegata con le comunità locali, certificata Emas o Iso 14000 e attiva per 4 stagioni l'anno secondo le linee guida Cai. Tutte le autorità presenti - la presidente delle provincia Fratoni, i consiglieri regionali Bini e Venturi, i sindaci di Cutigliano e Lizzano in Belvedere, il presidente del parco Corno alle scale - hanno ribadito l'importanza della sinergia pubblico-privato ed il loro sostegno ad un progetto capace di creare occupazione ed arginare lo spopolamento della montagna, garantendo il presidio del territorio. Grande l'entusiasmo del sindaco di Abetone, che auspica la realizzazione di un unico comprensorio per l'Appennino centro settentrionale sciabile con un solo skipass. Il medesimo incontro si terrà sabato prossimo al teatro la Pergola di Lizzano, il cui primo cittadino ed il presidente del parco ricordano che l'impianto in oggetto sarebbe il primo transprovinciale e transregionale.
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