Sicurezza
L'impegno di Matteoli per AnsaldoBreda
Marta Quilici
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Francesco Nebbia stringe la mano ad Altero Matteoli mentre sul tavolo passa un trenino AnsaldoBreda Sotto, Matteoli Incontro con rsu e sindacati: «Porto la questione in Consiglio dei ministri»
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PISTOIA. Il caso AnsaldoBreda-Finmeccanica approderà al primo Consiglio dei ministri in programma nei prossimi giorni. Ad assicurarlo è stato il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Altero Matteoli che ieri mattina ha incontrato l'rsu AnsaldoBreda e i sindacati dei metalmeccanici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Teatro dell'incontro è stata la festa del Pdl in corso in questi giorni al Minigolf di Montecatini. Matteoli ha accolto le richieste dei lavoratori contenute nel "manifesto" per il rilancio di AnsaldoBreda e contro la sua vendita. Il manifesto è stato presentato venerdì mattina in Sala Maggiore del Comune e condiviso trasversalmente da quasi tutti gli schieramenti politici (escluso Fli). «Siamo soddisfatti dell'incontro - commenta Francesco Nebbia, coordinatore dell'rsu -. Matteoli ci ha detto che già domani o dopodomani parlerà personalmente della vicenda con il ministro competente Paolo Romani. Matteoli ha spiegato che finora la linea del governo è stata quella di preservare le grandi aziende italiane e che non capirebbe il motivo per cui per AnsaldoBreda dovrebbe esser cambiato atteggiamento. Ci ha quindi assicurato che si farà portavoce delle nostre istanze anche al consiglio dei Ministri». Nicola Riva, segretario provinciale della Fiom spiega infatti che Matteoli «si è impegnato a presentare al prossimo consiglio dei ministri la questione di AnsaldoBreda. Dopodiché - aggiunge Riva - ci ha assicurato a breve un nuovo incontro: un aggiornamento in breve tempo sulle prospettive del gruppo su cui, ha detto Matteoli, il governo ha il "dovere" di fare delle verifiche». La questione da "verificare", anche a livello governativo, riguarda sicuramente i bilanci, drammaticamente in perdita, di AnsaldoBreda, ma soprattutto l'ipotesi annunciata un mese e mezzo fa dall'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi di vendere il gruppo pistoiese-napoletano. Un'ipotesi contro la quale si sono schierati fin da subito Comune, Provincia, Regione, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, ma anche uomini di destra: l'ultimo, l'onorevole toscano Riccardo Migliori del Pdl che venerdì mattina in Sala maggiore ha definito Orsi «l'unico in Italia a pensare che da qui a 100 anni si andrà più in elicottero (con l' AgustaWestland di Finmeccanica, ndr) che in treno». Ipotesi di vendita che adesso trova perplessità anche all'interno del governo il quale, attraverso il Ministero dell'economia e delle finanze, è azionista di maggioranza di Finmeccanica. «Mi pare evidente - spiega Riva - che il cerchio di consensi intorno a Orsi si stia facendo sempre più ristretto e che l'ad di Finmeccanica sia sempre di più considerato una "scheggia impazzita" anche all'interno del centrodestra al governo». Matteoli non ha messo la sua firma in calce al manifesto dei lavoratori Breda, ma ne ha accolto e condiviso i contenuti: il manifesto impegna i politici "ciascuno per il proprio ruolo" ad attivarsi contro l'ipotesi di vendita e dismissione di AnsaldoBreda, a sostenere la strategicità del settore ferroviario, a mettere in atto politiche nazionali industriali per il materiale rotabile, a rispondere alla crisi attraverso la riduzione dell'inquinamento e del traffico su gomma. In una nota condivisa e firmata da tutte le segreterie provinciali di Fiom, Fim, Uilm, Ugl, i sindacati fanno sapere di «valutare positivamente l'incontro, in considerazione dell'impegno convinto da parte del ministro nel difendere il futuro di AnsaldoBreda essendo il governo il soggetto deputato a tali scelte».
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