Il Tirreno

Pistoia

Cls Service, prime vertenze sindacali

Tiziana Gori
Marco Ballati, Cgil
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Marco Ballati, Cgil

Cgil denuncia il comportamento della nuova proprietà

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 PISTOIA. «L'amministratore delegato ha avuto un atteggiamento intimidatorio nei confronti delle lavoratrici. Solo le dipendenti della vecchia gestione Toscoligure hanno avuto il coraggio di partecipare all'assemblea». L'assemblea era quella programmata per venerdì mattina nella sede della Toscoligure di Sant'Agostino, in cui i sindacati avrebbero dovuto informare le dipendenti dell'esito dell'ultimo incontro con la proprietà.  Marco Ballati, sindacalista della Filtea Cgil, definisce come "fortemente preoccupante" la situazione all'interno della ex lavanderia industriale Bellucci di Sant'Agostino. Un'azienda storica pistoiese, con lunghi decenni di tradizione alle spalle, fallita circa due anni fa lasciando a casa 38 dipendenti, quasi tutte donne.  «Da un anno - spiega Ballati - è subentrata negli spazi di Sant'Agostino la Cls Service di Napoli. Cls Service, che attualmente possiede tre lavanderie industriali a Roma, Milano e Napoli, specializzate in lavaggi per le grandi compagnie alberghiere, lavora nello stabilimento dato in affitto dalla curatela fallimentare».  Nel settembre del 2010 Cls Service comunica la sua intenzione di riaprire l'attività. «Considerato che c'era un fallimento in corso, abbiamo chiesto - prosegue Ballati - le garanzie del caso, soprattutto la presentazione di un piano industriale. Nel 2011, dopo insistenti intermediazioni della curatela fallimentare, siamo riusciti a incontrare l'amministratore delegato Delfino Pagano. La curatela aveva infatti accordato l'affitto a fronte dell'impegno di riassumere l'ex personale Toscoligure, ma a distanza di diversi mesi i lavoratori avevano ancora tutti contratti a tempo determinato».  Della vecchia Toscoligure erano rientrati con la Cls una decina di dipendenti.  Bellucci, ricorda Ballati, aveva una contrattazione aziendale "regolare". «Dopo 2-3 mesi scopriamo che le regole del gioco sono cambiate: indipendentemente dalle ore lavorate si riscuotono 900 euro. Viene convocata l'unità di crisi in Provincia alla presenza dell'assessore Fabio Roberto Cappellini. Delfino, con un certo stupore, ci comunica che le sue aziende sono gestite così, ma che era già orientato a contattarci per stipulare un accordo "di qualità". E ci chiede di lasciargli portare a compimento lo start up programmato per consolidare l'azienda sul mercato».  Viene fissato un nuovo incontro per il 29 agosto. Nel frattempo scadono diversi contratti, che non vengono rinnovati. «Abbiamo chiesto alla Cls Service di sanare tutto quello che c'era da sanare. L'ad ci ha detto di essere disponibile a sanare il pregresso a condizione che chi non lavorava più per loro firmasse un documento transattivo. Non abbiamo accettato. In settimana partiremo con le vertenze di 5 lavoratori per il recupero delle differenze retributive dovute».  Il 31 ottobre scadono altri contratti a tempo determinato e l'ad ha fatto sapere di non volerli rinnovare tutti. «La nostra proposta - spiega Ballati - era invece quella di stabilizzare gli ex dipendenti Toscoligure assunti a Pistoia sin dalla data di riapertura. Ad oggi Cls fa lavorare una trentina di persone a tempo determinato a condizioni non conformi al contratto collettivo nazionale».  Ballati aveva convocato un'assemblea in azienda, ma i lavoratori «sono stati messi sotto pressione dall'atteggiamento dell'ad. Da parte nostra rimane la disponibilità, se l'impresa ci riconvoca, a concedergli uno start up graduale verso la stabilizzazione dell'attività, ma non in deroga agli istituti contrattuali vigenti».

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