Sicurezza
Lavoro nero, chiuse tre ditte cinesi
Tiziana Gori
◗
Blitz dei carabinieri in tre capannoni: in via Nuova, via Don Bosco e via del Casone Blitz dei carabinieri nel Quarratino. Quattro denunciati, due espulsi
3 MINUTI DI LETTURA
QUARRATA. Dormivano in letti di fortuna fatti con il compensato, disposti uno sopra l'altro e ricavati rialzando i soppalchi. Come della api operaie, malpagati e malnutriti, in condizioni igieniche precarie, i 15 cinesi lavoravano di giorno e di notte per stipendi da fame. La piccola Chinatown di Quarrata, l'hanno chiamata i carabinieri, che continuano a scoprire aziende illegali. Sono in totale 15 i lavoratori trovati nelle tre aziende del Quarratino controllate dai carabinieri della locale stazione, coadiuvati dai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro, da personale della Direzione provinciale del lavoro, dell'Inail e dell'Inps. Nove di questi erano al nero, altri due sprovvisti del permesso di soggiorno. Quattro i denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica del Tribunale di Pistoia per sfruttamento di manodopera clandestina. Tutti cittadini cinesi: un 45enne e un 46enne, titolari di due ditte, un 61enne e la figlia 25enne, titolare e gestore della terza azienda. Le prime due aziende, in via Don Bosco a Quarrata e in via Nuova a Caserana, realizzavano abiti e assemblavano articoli di moda. La ditta di via del Casone, tra Olmi e Quarrata, produceva divani. Questo messo a segno dai militari potrebbe essere visto come un bel colpo alla concorrenza sleale dell'imprenditoria dagli occhi a mandorla, se non fosse che, nonostante i controlli serrati, il fenomeno delle aziende illegali non sembra diminuire e anche i mobilieri quarratini, o almeno alcuni di loro, sembrano essersi adeguati alla nuova realtà. Dalle indagini dei carabinieri è infatti emerso che il principale committente dell'azienda di via del Casone è un mobilificio quarratino, su cui sono in corso ulteriori accertamenti. Salate le sanzioni amministrative di Inps e Inail: 45mila euro per occupazione di lavoratori irregolari, e recupero di 24mila euro di contributi previdenziali inevasi. Sospesa l'attività imprenditoriale in tutte e tre le aziende, con annessa sanzione amministrativa di 4500 euro. L'operazione è stata illustrata ieri mattina nella caserma dei carabinieri di viale Italia. Presenti: il maggiore Vincenzo Maresca, comandante della Compagnia di Pistoia, il luogotenente Salvatore Maricchiolo, comandante della stazione di Quarrata, il maresciallo Nicola Lentini, comandante del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, e Antonio Zoina, dirigente della Direzione provinciale del lavoro. «La violazione della legge sugli stranieri - evidenzia Maricchiolo - ha consentito il sequestro preventivo del capannone di via del Casone, dove abbiamo trovato delle condizioni igieniche e sanitarie disumane». Fili elettrici che pendevano dall'alto a ridosso delle macchine cucitrici degli operai, cucine e bagni di fortuna, "loculi" in compensato ricavati nel soppalco con un curioso effetto-alveare per il riposo di qualche ora tra un ordine e l'altro. E gli ordini non mancavano. I carabinieri hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco per la messa in sicurezza del capannone. I due lavoratori senza permesso di soggiorno sono stati espulsi dal territorio nazionale. I quattro titolari sono stati denunciati. Rischiano diversi anni di carcere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
